21 gennaio 2013

I Pinco Pallino | Gianmarco Gabrieli

I Pinco Pallino, marchio audace, studiato ed elegante, nasce nel 1980 da una visione di bellezza e di grazia e diventa in breve tempo leader nel settore della moda bambino. Lo style I Pinco Pallino nasce dal sogno di Imelde e Stefano Cavalleri che prende forma in un’azienda adagiata sulle colline circondata dalle parole di una fiaba che parla di bambini e colori. Di stagione in stagione le collezioni declinano le sensazioni e le fantasie che le culture del mondo ispirano ai due stilisti. Per saperne di più e curiosare da vicino la realtà di questa azienda, abbiamo intervistato Gianmarco Gabrieli amministratore delegato de “I Pinco Pallino” dal 2006, nonché figlio di Imelde Bronzieri (titolare dell’azienda assieme a Stefano Cavalleri).

Gianmarco Gabrieli, 34 anni, è entrato nel 2002 nell’azienda di famiglia, con la qualifica di “Business Development Manager”. Ha ricoperto inizialmente un ruolo commerciale; poi ha seguito il cambio di gestionale; quindi si è dedicato alla politica di crescita dei negozi monomarca. Infine ha preparato il terreno per l’ingresso nella proprietà di un fondo di investimento. E’ attivo in Confindustria. Negli ultimi due anni è stato vice-presidente dei Giovani Industriali di Bergamo, e quest’anno è stato nominato presidente dei Giovani di Sistema Moda Italia, la Federazione interna a Confindustria che si occupa di tessile e abbigliamento.

Gianmarco Gabrieli ci può raccontare qualcosa sulle origini dell’azienda?
«La casa di moda per bambini I Pinco Pallino è stata fondata da Imelde Bronzieri (mia madre) e Stefano Cavalleri, nel 1980. Una precisa filosofia ha animato fin dall’inizio le loro collezioni: volevano realizzare una moda pensata per i bambini, che ne rispettasse le singole personalità e le particolari esigenze sociali. Dopo il successo ottenuto con la prima presenza a “Pitti Bimbo” a Firenze, nel 1982 iniziò l’espansione dell’azienda: nel corso degli anni ’80 le collezioni I Pinco Pallino venivano richieste nei più prestigiosi e selezionati negozi di tutta Italia e iniziò l’espansione verso i mercati esteri (Stati Uniti e Medio Oriente). Nel 1994 Imelde e Stefano Cavalleri crearono una seconda linea: ”1950 – I Pinco Pallino”, dedicata alla scuola e al tempo libero».

Quali sono i numeri di questa azienda nata 28 anni fa?
«Con un fatturato annuo di 20,5 milioni di Euro (di cui il 95% nell’abbigliamento per bambini dai 3 mesi ai 14 anni) e 80 dipendenti, I Pinco Pallino è una azienda leader nel settore del lusso per bambini. La gamma di prodotti include abbigliamento, calzature, borse ed accessori distribuiti con i marchi: I Pinco Pallino, 1950 -I Pinco Pallino e I Pinco Pallino Baby. Attualmente stiamo lavorando per implementare il numero di licenze, allo scopo di creare un life style I Pinco Pallino: dall’intimo ai profumi all’arredamento. Imelde e Stefano sono tuttora l’anima creativa dell’azienda».

i_pinco_pallino_post_negozi.jpgVendete i vostri prodotti per bambini solo in Italia, o esportate anche all’estero?
«La rete di negozi – ad oggi – include 28 monomarca tra Italia, Francia, Germania, Russia, Giappone, Taiwan, Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Kuwait. I capi de I Pinco Pallino sono inoltre presenti in più di 400 selezionati negozi multimarca nel mondo e nei department store più prestigiosi (Harrods, Le Bon Marché, Takashimaya, Isetan, Mitsukoshi, Sogo). La scelta delle location è molto accurata: in tutto il mondo siamo nelle più prestigiose zone dello shopping: Via Spiga a Milano, Via del Babuino a Roma, gli Champs Elysées a Parigi e ultima solo per data di apertura, Mosca, dove abbiamo una vetrina sulla Piazza Rossa».

I Pinco Pallino S.p.A. ha ottenuto un prestigioso riconoscimento, vero?
«E’ esatto. Nell’agosto del 2000 il Wall Street Journal (nelle edizioni americana ed europea) dedica a Imelde e Stefano Cavalleri e a I Pinco Pallino S.p.A. la prestigiosa Column One. Imelde e Stefano considerano questo evento un po’ come la loro laurea. Un prestigioso riconoscimento internazionale che ha poi destato l’interesse di tutta la stampa».

La vostra è un’azienda impegnata nel sociale …
«Imelde e Stefano Cavalleri, hanno fornito e forniscono costantemente il loro sostegno a grandi organizzazioni umanitarie nazionali ed internazionali. A gennaio 2004 I Pinco Pallino ha promosso la nascita dell’Osservatorio sull’Immagine dei Minori, in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma e l’Università di Bergamo. La finalità dell’Osservatorio è di fornire una base di discussione nuova alla tematica del rispetto dei bambini, della loro integrità e dignità, che passa dalla tutela della loro immagine. L’Osservatorio, tenuto a battesimo da personalità quali il Premio Nobel Rita Levi Montalcini e Giovanni Bollea, ha promosso diverse ricerche negli ultimi anni e l’ultima è stata presentata a Milano a Palazzo Marino lo scorso 29 Ottobre. Costante ed importante è inoltre il sostengo al Cambodian Childrens Fund a Pnohm Pehn in Cambogia che con il sostegno de I Pinco Pallino ha aperto nel 2006 una scuola rifugio per i bambini che vivevano nelle discariche. L’associazione accoglie attualmente oltre 400 bambini».

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Quali sono gli obiettivi futuri dell’azienda?
«Ne abbiamo più d’uno. E’ stata da poco presentata al Salone del ciclo e motociclo di Milano, la bici I Pinco Pallino per De Rosa. L’azienda ha infatti firmato un accordo di distribuzione mondiale con il produttore De Rosa, marchio esclusivo degli amanti della bicicletta. I Pinco Pallino hanno personalizzato un modello in carbonio, realizzata per ragazzi dagli 8 ai 12 anni ricorrendo alla tecnologia monoscocca, creando una modello per bambine, tempestato di strass e un modello più maschile sotto il logo di 1950. Oltre a incrementare licenze e prodotti, l’obiettivo cui puntiamo di più è l’entrata e il buon posizionamento in borsa della nostra azienda. Al momento il 70% de I Pinco Pallino è in mano a Imelde e Stefano Cavalleri; mentre il restante 30% appartiene a un fondo di investimento. Proprio grazie a questa recente “apertura” al mercato, siamo stati in grado di dare una struttura differente all’azienda», sottolinea orgoglioso.

Come riuscite ad attrarre i talenti? Quali sviluppi ci possono essere in azienda? Quali opportunità di crescita per i lavoratori?
«Come dicevo, da “familiare” si sta trasformando in un’azienda “manageriale”, che vuole crescere in termini di fatturato, dimensione e quantità di prodotti ideati, realizzati e venduti. Non saprei dire cosa l’azienda offra ai manager che assume; ma sono certo che loro contribuiranno in maniera determinante alla crescita de I Pinco Pallino. E credo che l’impresa sia divertente e molto sfidante per loro. Abbiamo da poco assunto un responsabile dell’amministrazione e due direttori: uno finanziario, l’altro commerciale. E un project manager entrerà in azienda ai primi di dicembre. Si tratta di profili senior, che hanno superato i cinquant’anni, ma hanno ancora molto da dare».

L’azienda investe nella formazione dei propri dipendenti? Organizzate corsi di formazione?
«Presso I Pinco Pallino non abbiamo una scuola interna. I nostri lavoratori partecipano a corsi di formazione in base alle esigenze che si manifestano via via. Si tratta di piani formativi organizzati da realtà esterne. Dal corso di lingua al corso per la gestione del personale. L’unico momento di formazione interna che abbiamo pianificato è stato quello finalizzato ad istruire i dipendenti alle procedure del nuovo gestionale; un’alfabetizzazione ai nuovi strumenti di lavoro».

E attività di team-building ne organizzate?
«Fino a un paio d’anni fa, al fine di creare il senso di appartenenza alla squadra, organizzavamo mini-corsi di due giorni, invitando i responsabili a lavorare assieme. Poi – due anni fa – abbiamo ristrutturato l’azienda, rivedendo i flussi organizzativi interni», conclude.