«Più che un percorso, il mio è stato un viaggio la cui la meta era, e rimane tutt’oggi, l’ultimo dei miei pensieri». Così Emanuela Vavassori, Direttore Grandi Clienti Sodexho e pittrice per diletto, descrive il proprio percorso formativo e professionale.
«La mia formazione è priva di logica apparente: ho la maturità magistrale, cui sono seguiti un diploma d’architettura d’interni (preso all’istituto C.o.v.a. di Milano) e il diploma dell’Accademia d’Arte San Luca di Milano. A questi si è poi aggiunto un master SDA alla Bocconi in “Processi di Customer Satisfaction”. Da un primo sguardo d’insieme alle mie esperienze professionali si percepisce il medesimo caos, generato da una molteplicità di interessi e curiosità. Ho iniziato dal settore della moda, che negli anni 80 era in grande fermento, poi un breve passaggio nell’editoria per approdare nel 90 al mondo dei servizi di ristorazione».
Chi è oggi Emanuela Vavassori e che ruolo ricopre in Sodexho?
«Sono Direttore Grandi Clienti nel Gruppo Sodexo. Sodexho è una Motivation Company che studia i meccanismi d’incentivazione, mettendo in campo soluzioni innovative e personalizzate. Attraverso l’utilizzo di una piattaforma web, questi pacchetti di incentivazione su misura possono di fatto fungere da coordinamento ideale di molte attività, che hanno in comune l’obiettivo di motivare un preciso target (dipendenti, agenti, clienti …) con un piano strutturato d’incentivazione e loyalty. Sul nostro sito www.sodexo.com nella sezione “Italia”, entrando nell’area Motivation Company, sono elencati tutti i nostri servizi: Pass Mobility (per non pensare più ai trasporti casa-lavoro), Pass Lunch (per una pausa pranzo su misura), Pass Agape (conveniente e gratificante per i beneficiari), Pass Concierge (per coccolare il personale e risparmiare tempo), Pass Gift (un pensiero speciale a dipendenti e collaboratori), Pass Incentive (per il raggiungimento di obiettivi aziendali), Pass Promotion (programmi d’incentivazione e loyalty), Pass Assistance (per gestire i piani di assistenza sociale). Personalmente mi occupo – con molto interesse e passione – di una fetta di clienti che hanno in comune complessità e dinamicità. Si tratta di Aziende interessate da fenomeni quali globalizzazione, fusioni, incorporazioni, cessioni. Un’area clienti che in questi ultimi anni può dare una sensazione di vertigine!»
Quali mansioni svolge nel suo quotidiano?
«Io costruisco relazioni. In pratica vado dal cliente, lo ascolto e cerco di capire quali sono i suoi bisogni e quelli dei suoi interlocutori. Poi, assieme a lui, studio il modo migliore per tradurre questi bisogni in un sistema di servizi integrati, costruiti su misura. Tutti gli incentivi – dal ticket per il pranzo, ai buoni da spendere nei Centri Commerciali, in palestra o in libreria; dalla giornata premio in una SPA, al weekend in Toscana, passando attraverso l’esperienza di degustazione del vino Franciacorta – sono infatti personalizzabili in base al sesso, l’età e gli interessi degli interlocutori. Solitamente tratto con il Direttore Risorse Umane e il capo dell’Ufficio Acquisti per formalizzare gli appalti. Di recente sono riuscita a intessere relazioni anche con gli Uffici Marketing e Vendite dei Grandi Clienti, per studiare – assieme a questi nuovi referenti – piani di incentivazione che riguardano le vendite. La costruzione di un sistema di incentivi su misura è un servizio che in Italia esiste da appena due o tre anni.
Secondo me le relazioni sono l’asset fondamentale che consente a ogni Organizzazione di evolvere. I contratti sono “psicologici”, prima ancora che “giuridici”. Nei rapporti di partnership è necessario un grado di fiducia e confidenzialità, che si costruisce solo intessendo buoni rapporti umani. La mia mission consiste proprio nel costruire relazioni solide con persone che condividono valori e hanno il coraggio di affrontare nuove sfide. Persone con le quali scambiare esperienze e progredire. Finalmente l’intangibile è riconosciuto come elemento chiave del successo delle Organizzazioni! Personalmente mi piace vivere l’ambiente globale: il mercato, l’economia, la società, il sistema politico … tutto è in continua evoluzione. In questo contesto sono stimolata a non perdere il filo e i riferimenti. Voglio dare il mio contributo affinché tutto possa funzionare meglio, producendo valore e quindi nuovo business, nel rispetto delle regole e delle persone».
Quali competenze personali (caratteriali) e professionali sono, a suo avviso, indispensabili per svolgere la sua funzione aziendale?
«In questo lavoro è indispensabile sapersi relazionare nel modo migliore con gli altri e dimostrare una grande disponibilità all’ascolto. E’ altresì necessario poter disporre del proprio tempo; avere discrete capacità intuitive, una generosa dose di umiltà e un pizzico di fortuna.
Per quanto mi riguarda, direi che più che le competenze tecniche, sono state proprio le mie aree d’incompetenza ad avermi spinta a fare ciò che so fare meglio, unite all’umiltà e alla voglia di continuare a imparare. Il mio carattere mi porta a compiere scelte con un grande senso di responsabilità verso gli altri. Mi riconosco un fortissimo commitment, una grande disponibilità (un rapporto umano infatti non ha orari), capacità d’intuizione e fortuna».
Da un punto di vista professionale, quale è stata la sfida e/o la situazione più difficile che ha dovuto affrontare?
«Nella mia vita ho costruito un grande capitale relazionale; è la qualità dei rapporti a fare la differenza. La sfida è stata quella di realizzare questo capitale in uno scenario di mercato con valori non sempre condivisibili. E questo ha comportato molte rinunce!
Una sfida quotidiana è rappresentata dal confronto con il genere prevalente nelle Organizzazioni – quello maschile – con il quale è molto difficile dialogare. Solitamente le donne tendono ad andare oltre la razionalità di una conversazione; gli uomini invece fanno fatica a cogliere il non detto. Da qui nascono le incomprensioni. E ci vuole molta energia – anche fisica – perché i maschi sono tosti! Eppure il confronto è indispensabile per progredire. Il conflitto è endemico nel genere umano, la sfida è quella di continuare a canalizzarlo in modo produttivo, senza caderne vittima.
Un altro obiettivo impegnativo, che secondo me però è necessario porsi, è quello di mettere sempre in discussione ciò che, a una prima analisi, appare ovvio».
Come si tiene aggiornata e competitiva nel mercato del lavoro, in tempo di crisi?
«Ascolto con tutti e cinque i sensi! L’ascolto è la mia fatica più grande, ma mi da molte soddisfazioni e una grande energia. Quanto alla mia formazione, ho sempre seguito tantissimi corsi e master. L’ultimo, appena concluso, è il CFMT / LIUC dell’università Cattaneo di Castellanza, che consiglio a tutti. A differenza dei master tradizionali – utilissimi nell’acquisizione delle competenze tecniche -nei quali la parte teorica è molto rigida, la bellezza e la novità di questo corso sono state l’averci insegnato a dimenticare ciò che si sa fare. Dimenticare ciò che si conosce è un utile esercizio per trovare in sé stessi altri riferimenti. E spinge a rimettere in discussione tutto ciò che si è già sperimentato. Dal caos emerge sempre qualcosa di nuovo. Ed è proprio questa elasticità mentale, che porta a mettere in discussione ciò che fino a ieri appariva ovvio, la fonte dell’originalità».
Ci sono libri o film che l’hanno formata, ai quali lei è particolarmente affezionata?
«Due in particolare: “Zone di turbolenza” di Stefano Levi Della Torre e le “Le Dee nella donna” di Jean Binoche Bolen. Quest’ultimo è un libro che dovrebbe leggere ogni donna e anche ogni uomo interessato a conoscere meglio la nostra complessità emotiva, senza averne timore. Dalla lettura di questo testo si comprende come nella mitologia si possano ritrovare archetipi che svelano la molteplicità dei nostri luoghi interiori. Riconoscendo la nostra complessità, si può riuscire a dar voce a molte emozioni che spesso restano inascoltate, rendendo le persone infelici».
Lei è una pittrice per passione. Una passione impegnativa che la porta a organizzare mostre.
«Dipingo fin da quando ero piccola. Per me è una condizione irrinunciabile. Diventerei matta se non lo potessi più fare! Ho uno studio di pittura, ricavato in uno scantinato buio, innaffiato solo della luce al neon e da quella dell’animo.
Il mio percorso artistico non si risolve solo con la pittura; è un lavoro di ricerca interiore che a volte prende forma e colore e altre volte no! L’arte mi consente di indagare alcuni aspetti della mia identità e mi aiuta a spostarne i confini.
Di recente ho messo la mia energia creativa in un “Manifesto per la donna”, che vuole essere un invito a tutte donne affinché scelgano il proprio ruolo e decidano in autonomia quale debba essere la propria realizzazione, sviluppando e mettendo in gioco tutti gli aspetti della creatività e dell’intelletto che sono insiti nella nostra natura. Il mio intento non è quello di contestare la visione cattolica che riconosce la donna quasi unicamente nel ruolo di madre; bensì un invito a vivere il proprio percorso in assenza di un giudizio morale e sociale.
Per quanto riguarda le mostre, le considero momenti intensi di condivisione di emozioni. Non mi interessa vendere i miei quadri (anzi a volte quasi mi dispiace farlo) e nemmeno conoscere il giudizio degli altri sulle mie opere. Mi affascina invece l’idea che i miei quadri possano suscitare negli altri le mie stesse emozioni».
Ha famiglia? Come riesce a conciliare impegni lavorativi, famiglia e passioni?
«Sono sposata con un uomo speciale che mi rende la vita ancor più entusiasmante con continui stimoli e sorprese. Insieme mettiamo in moto una grande energia che ci fa stare bene. C’è molta complicità tra noi e quasi ogni decisione la prendiamo assieme. Grazie al confronto si possono affrontare meglio le sfide quotidiane. Insieme ci divertiamo, viaggiamo moltissimo. Lui è un tipo che ama la velocità. Inizialmente questo aspetto mi sembrava banale, poi ho scoperto che la velocità è il suo modo di trascendere la materia. Mi piace capire meglio … si trovano risposte non ovvie. Concludendo: niente figli, ricami e marmellate. Solo una grande intimità tra noi e molte passioni condivise!»



