30 ottobre 2012

Operation Manager | Enrico Romani

romani_enrico_ecoware_postL’approccio al metodo come bagaglio da portare sempre con se all’interno di un’azienda. È questo il  segreto di Enrico Romani, 54 anni da poco compiuti, Operation Manager di Ecoware, azienda padovana leader nella produzione chiavi in mano di grandi impianti fotovoltaici. Nel caso specifico, un metodo che può essere riassunto con alcune parole chiave: lean production, attenzione per i propri collaboratori e una solida base culturale. Perché l’Operation Manager non si occupa soltanto della produzione, ma deve sapersi confrontare con tutti gli aspetti della vita aziendale.

Dottor Romani, ci racconta, per sommi capi, il suo percorso di studi e di carriera?
Mi sono laureato in Scienze Statistiche ed Economiche a Padova. Prima di entrare in Ecoware, ho lavorato come Direttore di Stabilimento in alcune società come Blue Box, Elvox, Carel Group. In realtà, però, la mia prima esperienza professionale è stata in Help Software, una software house concessionaria IBM: lì lavoravo come analista ed è stata la base con cui mi sono formato dopo gli studi. Ho avuto la fortuna di poter riversare la mia preparazione universitaria nel mondo informatico proprio nel momento della diffusione dei computer nelle aziende, intorno alla metà degli anni ’80. Quando poi fui assunto dalla neonata Blue Box, grazie alle competenze che avevo acquisito riuscii a informatizzare tutta la gestione dell’azienda: base dati, anagrafiche, distinte basi, cicli, costi e ottimizzazione della produzione… In seguito – come detto – ci sono state le esperienze con Elvox, Carel Group e, infine, Ecoware.

Ci può spiegare esattamente che cosa fate in Ecoware e qual è la vostra mission?
Produciamo grandi impianti fotovoltaici chiavi in mano, garantendo a chi vuole investire in questo settore un ottimo rendimento, sfruttando anche gli incentivi nazionali per l’energia. I nostri sono impianti a terra costruiti in spazi ampissimi, dei veri e propri parchi fotovoltaici. Le vele che adottiamo utilizzano un sistema di tracciamento biassiale e seguono l’orientamento del sole sia nell’arco della giornata sia durante il susseguirsi delle stagioni.

Come state rispondendo al periodo di crisi economica? Il fotovoltaico ne risente più o meno di altri settori?
Non ne stiamo risentendo assolutamente. I problemi sono legati alle disponibilità finanziarie che inevitabilmente si trova ad affrontare una azienda che in questo ultimo anno quintuplicherà il fatturato. Se trovassi i candidati giusti, sarei in grado di assumere una persona al giorno. Forse ho esagerato: facciamo un po’ meno di una al giorno…

Parliamo del suo ruolo: Operation Manager. Quali mansioni svolge in azienda? Ci descrive una sua giornata tipo?
Il mio è un ruolo di cerniera, seguo tutte le attività operative dell’azienda. Innanzitutto, gestisco ogni passo della produzione: pianificazione, programmazione, acquisti, servizi generali di manutenzione e quant’altro. Ma ci sono molti altri aspetti da seguire: l’acquisizione degli ordini dei clienti, i contratti con i fornitori, la consegna dei materiali a campo, i nuovi prototipi da realizzare… La mia giornata tipo? Diciamo che è una giornata molto piena.

romani_enrico_ecoware_post1Lei è un fautore della lean production, letteralmente “produzione snella”. Come funziona questa modalità di gestione dell’impresa? Che vantaggi ha?
È una metodologia di lavoro nata e implementata, per prima, da grandi società come Motorola e Toyota: in sostanza bisogna lasciare che sia il cliente a tirare il processo, non produrre niente fino a che non ce ne sia bisogno, facendo fluire solo ciò che ha valore aggiunto. Questo approccio permette l’ottimizzazione degli spazi, del magazzino, delle attrezzature, del personale. In più, riusciamo ad ottenere sempre il livello di qualità desiderato. Nella lean production non ci sono gerarchie. Le persone sono stimolate a lavorare in gruppo e a condividere il risultato.

Quante persone lavorano nel suo team? Com’è il rapporto con i suoi collaboratori più stretti?
Attualmente il mio team “ristretto” è composto da 10 persone, ma in realtà ne seguo – più o meno direttamente – circa 70 all’interno dell’azienda. Credo fermamente nella meritocrazia, ma baso i miei rapporti sulla fiducia e sulla condivisione della mission. Del resto, devo delegare molto. Questa impronta vale anche in fabbrica. Tutte le persone sono importanti per l’azienda, bisogna solo riuscire a far emergere da ognuno la giusta motivazione.

Per il ruolo che svolge, le conoscenze tecniche sono sicuramente  importanti. Secondo lei, quali altre competenze deve avere un Operation Manager?
L’approccio al metodo di lavoro e soprattutto la capacità di trasferirlo all’azienda. È questo che porto ai miei collaboratori.

Quando si sente davvero soddisfatto del suo lavoro?
Quando lo sono le persone che lavorano con me. Ma anche i miei clienti e – ovviamente – l’AD di Ecoware, l’ingegner Franceschini.

Ha letto dei libri che le hanno “allargato gli orizzonti” e che consiglierebbe ai nostri lettori?
Sicuramente dei titoli sulla lean production: ad esempio, “Lean thinking. Come creare valore e bandire gli sprechi” (autori James P. Womack  e Daniel T. Jones, edito da Guerini e Associati) e “Le tre rivoluzioni. Caccia agli sprechi: raddoppiare la produttività con la Lean Production” (autore Alberto Galgano, edito da Guerini e Associati). Poi qualche libro sulla motivazione del gruppo, e sulla comunicazione, come “I segreti della comunicazione” (autore Marco Pacori, edito da De Vecchi Edizioni). Quest’ultimo aspetto ormai ha assunto un ruolo fondamentale in tutte le aziende.

L’Operation Manager fra 5 o 10 anni: come vede l’evoluzione di questo ruolo in azienda?
Spero che ci sia sempre maggiore preparazione culturale e attenzione per i propri collaboratori. In fondo, è anche quello che mi chiede Ecoware attualmente.

ecoware_postQuali sono i profili che Ecoware valuta con attenzione per instaurare nuovi rapporti di collaborazione e/o assunzione?
Ci interessano persone che abbiano voglia di lavorare e di crescere, perché qui c’è la possibilità di emergere. Le figure professionali che ricerchiamo sono per lo più tecniche, come geometri e responsabili di cantiere, ma anche figure da inserire nell’ambiente produttivo.

Una persona ad alto potenziale, che ambisse a entrare a far parte del vostro staff, come dovrebbe muoversi? Quale è la strada migliore?
I canali sono diversi. Ritengo la presentazione diretta via mail molto efficace. Altrimenti, ci sono il classico “passaparola” e le agenzie del lavoro che ci aiutano facendo da filtro.

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