18 maggio 2012

Direttore Amministrazione Finanza e Controllo | Enrico Franzina

franzina_enrico_post1Non i compiti, ma le priorità. Secondo Enrico Franzina, Direttore Amministrazione Finanza e Controllo di Chimento Gioiellieri, la recessione non ha cambiato le mansioni che competono a chi ricopre questo ruolo aziendale, ma ne ha mutato sensibilmente gli obiettivi primari. «L’attuale fase congiunturale ha ridotto ogni attività di previsione, è diventato molto difficile stabilire strategie di medio-lungo periodo – spiega Franzina – Oggi il mantenimento dell’equilibrio finanziario è addirittura più importante del risultato economico. In questo momento ogni impresa guarda al proprio interno cercando di ripensare l’organizzazione e le strategie aziendali di breve periodo per “attaccare” il mercato ad ogni minimo cenno di ripresa». Ma se lo scenario è cambiato, lo stesso non si può dire delle competenze e doti necessarie per un DAFC: capacità di gestire il proprio tempo e quello degli altri, nonché di motivare il team dei collaboratori, capacità di analisi, ordine, metodo e ancora umiltà, curiosità, flessibilità. Anche essere pronti ad operare in settori diversi può essere utile, perché «la conoscenza va costruita un mattoncino dopo l’altro, come le case di Lego».

Dottor Franzina, può raccontarci le tappe principali del suo percorso di studi e di carriera?
Mi sono laureato in Economia e Commercio all’Università Ca’ Foscari di Venezia nel luglio del 1992. Miravo a diventare Dottore Commercialista, così sono entrato in uno studio in cui ho fatto la pratica e collaborato fino al ’96, dopo aver superato l’esame di stato due anni prima. Giunto a quel punto, ero interessato a fare un’esperienza in azienda e sono entrato come Financial Controller in Swish Italiana, branch commerciale di un gruppo inglese. L’azienda era di piccole dimensioni, ma le logiche erano quelle di una multinazionale: rigida strutturazione delle mansioni, attenzione alla misurazione e all’analisi delle performance, procedure. Nel 1999 sono entrato in Adecco Italia, dove sono rimasto per otto anni: qui sono stato Chief Financial Officer per quattro anni, dal 2002 al 2006. Successivamente ho ricoperto lo stesso ruolo ad interim in RGM, azienda genovese che produce alimentatori e convertitori di potenza, partecipata da un fondo di investimento, dove ho collaborato ad un progetto di riorganizzazione interna. Infine, dal settembre di quest’anno, sono Direttore Amministrazione Finanza e Controllo di Chimento Gioiellieri, maison veneta del lusso.
Ritengo che mi sia stato di grande aiuto fare prima un’esperienza professionale, che mi ha permesso di vedere l’azienda dall’esterno, e poi vivere le logiche dell’impresa dall’interno, in prima persona. Indubbiamente è stato un vantaggio per me.

Nelle sue recenti esperienze ha sempre lavorato nell’area Amministrazione Finanza e Controllo: ritiene che ci siano dei tratti caratterizzanti il contesto attuale? Com’è cambiato negli ultimi anni il suo ruolo aziendale? Si può dire che oggi è più complicato di ieri fare il suo lavoro?
L’attuale fase congiunturale ha ridotto ogni attività di previsione, è diventato molto difficile stabilire strategie di medio-lungo periodo. Oggi il mantenimento dell’equilibrio finanziario è addirittura più importante del risultato economico. In questo momento ogni impresa guarda al proprio interno cercando di ripensare l’organizzazione e le strategie aziendali di breve periodo per “attaccare” il mercato ad ogni minimo cenno di ripresa. D’altro canto, nel contesto attuale è necessario preservare il prezzo delle materie prime dalle fluttuazioni per mantenere stabile il costo del prodotto: è una considerazione che vale per tutti i settori produttivi. In questo scenario la squadra si rinforza, le diverse funzioni si integrano di più e sono maggiormente coinvolte nel processo decisionale. Per quanto riguarda il mio ruolo, sono cambiate le priorità, ma non i compiti del Direttore Amministrazione Finanza e Controllo. Comunque sì, direi che oggi questo ruolo è diventato più complesso.

Come detto, oggi ricopre la posizione di DAFC di Chimento Gioiellieri. Quante persone coordina attualmente?
Ho un team di una decina di persone che si occupano di amministrazione, tesoreria, gestione del credito e personale. Cerco di delegare molto, senza però perdere di vista gli obiettivi della mia funzione.

Andiamo nello specifico: per quanto riguarda la gestione finanziaria, quali sono i suoi compiti in azienda?
Mantengo una previsione finanziaria aggiornata ai 6 mesi successivi, così da consentire all’azienda di definire a priori le scelte per affrontare eventuali imprevisti. In sostanza, gioco d’anticipo sui problemi. Devo garantire adeguate risorse finanziarie a fronte dei fabbisogni, cercando di ripartirle in base alle scadenze a medio e lungo termine e valutando eventuali scelte di “riscadenzamento” del debito. È fondamentale il presidio della gestione dei crediti, interagendo quotidianamente anche con la Direzione Commerciale, combinando le previsioni di incasso con le fonti di finanziamento esterne.

E della parte di controllo cosa ci può dire?
Riuscire a misurare i risultati aziendali oggi è più importante che in passato, è diventato fondamentale essere in grado di misurare la performance in tempo reale, tracciare gli obiettivi e misurare gli scostamenti. Attualmente stiamo strutturando un sistema di controllo in Chimento, uno sviluppo che sto vivendo in prima persona perché in questo momento non c’è chi se ne occupa.

Secondo lei, quali competenze e doti personali sono necessarie per ricoprire il suo ruolo?
Bisogna saper gestire il proprio tempo e quello degli altri. Come ho imparato da un Direttore Finanziario di Gruppo a cui riportavo in passato, devi dedicare una parte del tuo lavoro alla gestione ordinaria dell’azienda, al day by day, e una parte alla gestione straordinaria dell’impresa, agli “investimenti” che fai per migliorare te stesso e la struttura in cui operi. Credo, inoltre, che sia molto importante la gestione del team, verificare il livello di motivazione dei collaboratori e accertarsi che comprendano le istruzioni, nonché delegare in modo appropriato. Se dovessi indicare delle doti personali, direi la capacità di analisi, l’ordine, il metodo, la curiosità e la flessibilità. Completano il profilo “ideale” la capacità di autocritica e un pizzico di umiltà.

C’è un aspetto del suo lavoro che le piace particolarmente? E qualcosa, invece, che preferirebbe non dover fare?
Mi piace pianificare, perché mi consente di governare i fatti aziendali invece di subirli. È una sorta di parola d’ordine per me: posso prevedere i diversi scenari, intravedendo le difficoltà e immaginando le soluzioni per superarle. Inoltre, mi piace discutere dei problemi con i miei collaboratori e apprezzo in particolare quando propongono delle soluzioni. Li stimolo perché siano una parte attiva dell’azienda e non subiscano le decisioni degli altri. Al contrario, non simpatizzo per le attività burocratiche ripetitive.

Qual è la sfida più difficile che ha dovuto affrontare nel corso della carriera?
Qualche anno fui promosso in una nuova posizione ed ero chiamato a fornire i risultati aziendali entro una scadenza definita, pur avendo a disposizione strumenti poco attendibili e persone poco competenti. Ho lavorato per priorità, sviluppando strumenti di controllo più affidabili e verificando il profilo dei miei collaboratori in base alla loro professionalità, disponibilità e affidabilità. In questo modo, alla fine sono riuscito a costruire una squadra valida.

Corsi di aggiornamento ne segue? Perché, secondo lei, sono importanti?
Ne ho frequentati parecchi e tuttora ne seguo, tempo permettendo. Ho seguito corsi tecnici (revisione contabile, controllo di gestione, internal auditing, operazioni straordinarie, fiscalità) e non tecnici (leadership, team-building, etc.). Ritengo che sia utile partecipare perché sono anche dei momenti di confronto con gli altri.

Vuole consigliare ai nostri lettori un libro che ha trovato molto “formativo”?
Ho letto diversi manuali di Organizzazione aziendale e Finanza d’impresa e sono stati tutti molto utili. Non mi sento di indicare un titolo in particolare.

Che consiglio si sentirebbe di dare a chi volesse intraprendere la sua stessa carriera?
Di avere ambizione, spirito di sacrificio e disponibilità a muoversi. Spesso le esperienze più interessanti non sono proprio a due passi da casa… Inoltre, è importante essere pronti ad operare in diversi settori, come testimoniano le mie precedenti esperienze. Credo si possa imparare qualcosa di nuovo da qualsiasi lavoro. La conoscenza va costruita un mattoncino dopo l’altro, come le case di Lego.

Comments

  1. rik says:

    bella intervista.
    dopo l’esame di stato sto pensando seriamente di seguire le orme tracciate dal collega Franzina.

Speak Your Mind

*