7 febbraio 2012

Brionvega | Marino Poddighe

brionvega_postLa tecnologia a braccetto con la storia. C’è una filosofia profonda alle spalle della “nuova” Brionvega, brand storico dell’elettronica di consumo italiana acquistato nel 2004 da SIM2 Multimedia. Innovare nel solco di un passato glorioso, senza stravolgere l’identità di un marchio capace di conquistare quello spicchio di mondo che non vuole rinunciare ad ascoltare musica rispettando la ritualità del momento. «Siamo orientati alla slow music – spiega Marino Poddighe, Amministratore Delegato di Brionvega – Rispetto ai grandi colossi che “aiutano” ad ascoltare musica dappertutto e spesso con un livello qualitativo non eccelso, noi sollecitiamo un atteggiamento più rilassato. Anche perché pensiamo che la musica debba riempire lo spirito e non solo aiutare a far passare il tempo o favorire l’isolamento».

Dottor Poddighe, può raccontare ai nostri lettori la storia del marchio Brionvega fino ai giorni nostri?
Tutto inizia a Milano nel 1945, quando Giuseppe Brion fonda, insieme ad un socio, la BMP, una società di componentistica che produceva principalmente valvole. Dopo 5 anni l’azienda diventa la Vega B.P.Radio e qualche anno più tardi prende il nome di Radio Vega Televisione. Fino agli anni ’60 l’azienda – pur con un proprio stile – aveva come riferimento i prodotti tedeschi ed americani. Il signor Brion, però, si rendeva conto che non era facile competere con questi “giganti” e matura la decisione di enfatizzare tecnologia e design quali elementi essenziali dei suoi nuovi prodotti. Con il supporto di disegnatori come Franco Albini e Rodolfo Bonetto, la Brion Vega inizia così a produrre televisori “diversi” rispetto agli standard, anche perché realizzati con materiali innovativi. Nel ’61 avviene l’incontro tra Giuseppe Brion e Marco Zanuso, un connubio che darà vita ad uno dei periodi di maggior successo del marchio, nel frattempo diventato Brionvega. Dalle intuizioni di Zanuso e di altri designer come Richard Sapper nascono, infatti, prodotti come la televisione Algol, la Radio Cubo e la Fonovaligia, nonché il primo televisore portatile a transistor prodotto in Europa , il Doney 14”, premiato con il Compasso d’Oro. L’idea che sta alla base di questi oggetti è che essi da spenti devono avere una funzione diversa rispetto a quando sono in funzione. In questo periodo viene realizzato anche il Radiofonografo, realizzato dai fratelli PierGiacomo e Achille Castiglioni, che diventerà un successo commerciale e, in seguito, un vero oggetto di culto per i collezionisti. Nel 1968, però, muore Giuseppe Brion e gli succede il figlio Ennio, che ha una “propensione” diversa rispetto al padre, è più un uomo di cultura che di azienda. La società soffre la forte concorrenza estera – specialmente giapponese – e nel ’90 viene ceduta a Seleco. Il brand risente del cambio di filosofia industriale, i prodotti realizzati in questo periodo sono interessanti ma senza la “spinta” che aveva caratterizzato gli anni d’oro. Nel ’98 Seleco fallisce e il marchio Brionvega passa alla famiglia Formenti, che nel 2004 la cede a SIM2. Oggi sono circa 100 le persone che lavorano direttamente per Brionvega e abbiamo altri 20 collaboratori nelle nostre sedi all’estero. La nostra filosofia, per riprendere una terminologia usata per definire un certo modo di affrontare le cose, è più orientata alla slow music, Rispetto ai grandi colossi che “aiutano” ad ascoltare musica dappertutto e spesso con un livello qualitativo non eccelso, noi sollecitiamo un atteggiamento più rilassato. Anche perché pensiamo che la musica debba riempire lo spirito e non solo aiutare a far passare il tempo o favorire l’isolamento.

Come detto, nel 2004 SIM2 Multimedia ha acquisito il ramo d’azienda Brionvega dedicato alla produzione audio e la relativa licenza di utilizzo del marchio. Ci può spiegare questa scelta? Quali potenzialità intravedevate dietro al brand Brionvega?
Pensavamo – e pensiamo tuttora – che Brionvega abbia delle potenzialità importanti in alcune nicchie di mercato. È un marchio che ha una lunga storia alle spalle, che fa parte del vissuto soprattutto dei professionisti, degli appassionati e degli “intellettuali” vicini al mondo del design. Inizialmente credevamo che la storia di successo di SIM2, legata soprattutto alla sua capacità di innovare, potesse sposarsi con l’identità di un marchio come Brionvega. In realtà, però, abbiamo scoperto che i due marchi non hanno bisogno l’uno dell’altro, perché Brionvega è considerata da tutti un punto di perfetto equilibrio tra design e tecnologia: è la sua storia a raccontarlo.

brionvega_post1Sappiamo che investite moltissimo nell’innovazione: precisamente quanto?
Siamo intorno al 10% del fatturato, ma devo dire che siamo quasi costretti a farlo… Fondamentalmente per due motivi: da un lato perché lavorando su una nicchia di mercato dobbiamo presentare ai nostri clienti dei prodotti che siano almeno “nuovi”; dall’altro perché l’innovazione fa parte della nostra cultura aziendale. E poi anche per evitare una sorta di “operazione nostalgia”, che magari funzionerebbe anche, ma ci porterebbe a produrre degli oggetti vecchi nella forma e nei contenuti.

Ci sveli un segreto, se può: come si riesce a combinare tecnologia di alto livello e design in un unico prodotto? Non correte mai il rischio di creare oggetti “sbilanciati” in un senso o nell’altro?
No, non abbiamo mai corso questo rischio finora anche perché i prodotti che abbiamo presentato non sono tantissimi e ciascuno di essi è stato pensato e realizzato con la massima cura. Comunque non esiste una formula… Semmai persiste da parte nostra un tentativo di non “contaminare” lo spirito del marchio Brionvega. Abbiamo grande attenzione per la funzione del prodotto, per la sua facilità d’uso, ma cerchiamo anche di non esasperare questo aspetto.

Parliamo un po’ di lei. La sua storia professionale come comincia?
Sono nato e cresciuto in Sardegna, ma per l’università mi sono spostato a Firenze, dove mi sono laureato in Scienze Politiche ed Economiche . Dopo di che sono andato a Pordenone per lavorare prima con Zanussi Elettronica e poi con Seleco, due aziende in cui mi sono occupato di televisori, sia come Product Manager che come Direttore Marketing. Successivamente ho fatto un’esperienza di lavoro autonomo in Italia e all’estero, ma già nel ’97 ho ricominciato con SIM2, che era uno spin-off di Seleco. La società produceva proiettori, cui si sono aggiunti i decoder per la tv digitale; nel 2000 la società ha realizzato e lanciato una gamma di proiettori con la nuova tecnologia DLP e nel giro di poco tempo ci siamo affermati come azienda di riferimento del settore. Nel 2004 ho iniziato ad occuparmi di Brionvega, pur mantenendo il mio ruolo di Direttore Commerciale in SIM2. Dopo poco tempo, dopo avere capito che i due marchi avevano bisogno di modi completamente diversi di proporsi sul mercato , abbiamo deciso di diversificare le strategie di sviluppo prodotto, di marketing e di distribuzione. Ecco perché, dal 2007, sono impegnato solo con Brionvega.

Oggi è Amministratore Delegato di Brionvega, per cui immaginiamo le sue responsabilità siano moltissime. Una sua tipica giornata in azienda come si svolge?
La fortuna di chi fa questo è che ci sono tante persone intorno che fanno il lavoro insieme a te… Seriamente, la nostra è un’azienda di piccole dimensioni e quindi siamo molto vicini ,i livelli gerarchici sono molto “brevi”. Per quanto riguarda il mio lavoro quotidiano, seguo molte attività diverse tra loro, dai contatti con i fornitori al rapporto con i clienti, fino al controllo sulle attività di sviluppo, che abbiamo – per la maggior parte – esternalizzato. L’importante per me è riuscire a fare tutto senza mai perdere di vista lo spirito del nostro marchio.

Dovesse indicare una dote, una qualità personale che le è indispensabile nel lavoro quotidiano?
Sono curioso e credo molto nel progetto Brionvega. E poi penso che sia necessaria una certa dose di determinazione, visto il periodo complesso che stiamo vivendo.

Classica domanda finale: cosa vede nel suo futuro e in quello di Brionvega?
Mi auguro di riuscire a portare a termine i progetti che stiamo sviluppando e spero che il marchio Brionvega acquisti una maggiore visibilità nel tempo. Anche perché ci piacerebbe diffondere sempre di più la nostra filosofia, che è orientata ad un atteggiamento più rilassato nei confronti delle cose e delle attività quotidiane. In particolare, il tempo libero è uno dei maggiori lussi che abbiamo: cerchiamo almeno di godercelo.

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