5 febbraio 2012

Federica Pellegrini

pellegrini_federica_post2Ha vinto tutto e si prepara a vincere ancora di più. Ha sgretolato un record dopo l’altro, arrivando a gareggiare praticamente da sola contro se stessa, contro i propri limiti. Ha riscritto la storia dello sport del nostro Paese, diventando la prima donna italiana ad aver vinto una medaglia d’oro nel nuoto alle Olimpiadi, nel 2008 a Pechino. E tutto questo senza aver compiuto ancora 22 anni. Forse c’è anche un pizzico di spavalderia nelle parole di Federica Pellegrini quando si auto-definisce «l’atleta italiana più forte di tutti i tempi», ma del resto come darle torto? La ragazza di Spinea, campionessa olimpica dei 200 metri stile libero e campionessa mondiale sia dei 200 che dei 400 metri nella stessa specialità, è già una leggenda del nuoto. Una vincente nata che, però, ha dovuto lavorare molto su stessa per raggiungere i suoi obiettivi: «La dote e il talento – dice – portano buoni frutti solo se sfruttati e portati all’estremo attraverso un duro e metodico allenamento». E poi c’è la testa, che in verità qualche problema alla Pellegrini l’ha dato in passato, tanto da impedirle di gareggiare in alcune occasioni. Ma la campionessa veneziana sente di aver superato anche questo ostacolo: «Ho capito che parte tutto da noi stessi e che siamo sempre noi a rimpicciolire o ad ingigantire le paure. Mi sento più forte di prima perché ho raggiunto questa consapevolezza e so gestire le mie emozioni, la testa e il cuore».

Federica Pellegrini, qualche tempo fa ha detto di considerarsi l’atleta italiana più forte di tutti i tempi. Non le pesa nemmeno un po’ questa “etichetta”? Non avverte mai la pressione di dover vincere per confermarsi la numero uno?
Effettivamente convivo con un perenne senso di sfida. Far bene, dare il massimo. Ma è solo un’ansia positiva. Non ho paura di perdere, è nel conto e prima o poi succederà.

Che cos’è l’allenamento per lei? Quanta parte del suo tempo occupa? Dedica molto tempo alla preparazione mentale?
La dote e il talento portano buoni frutti solo se sfruttati e portati all’estremo attraverso un duro e metodico allenamento. La piscina mi aiuta perché è il mio habitat naturale. Passo in acqua circa otto ore al giorno, quattro al mattino e quattro a pomeriggio, praticamente come un turno di lavoro. In quelle ore in vasca, alleno anche la mia mente. Parlo con me.

pellegrini_federica_post1E che cosa dice a se stessa in quei momenti?
Di tutto. Faccio il punto della situazione. Mi pongo obiettivi, penso a dove voglio arrivare, al mio futuro, ai miei sentimenti. Faccio pensieri profondi ma spesso anche leggeri. Mi capita anche di cantare sott’acqua!

L’ansia è stata una brutta nemica per lei in passato, tanto da impedirle di gareggiare in alcune occasioni. Cos’è cambiato da allora dentro la sua testa? In che modo è diventata più forte di prima?
Ho imparato che posso affrontarla e che non è lei a determinare i miei comportamenti ma che sono io a guidare. Ho capito che parte tutto da noi stessi e che siamo sempre noi a rimpicciolire o ad ingigantire le paure. Mi sento più forte di prima perché ho raggiunto questa consapevolezza e so gestire le mie emozioni, la testa e il cuore.

Ci dice dove trova la spinta per lavorare duramente tutti i giorni, nonostante le medaglie, i record, i titoli che ha già conquistato?
Mi pongo sempre obiettivi nuovi e misurabili da raggiungere. Ho davanti una meta precisa e lavoro per conquistarla.

A livello mentale, qual è la differenza tra un vincente e uno che non lo è?
Credo sia unicamente il fatto di crederci veramente e fermamente. Prima di vincere una medaglia io so già che me la voglio andare a prendere.

Ma come si diventa vincenti? Qual è il suo segreto, la sua dote nascosta?
Ripeto un concetto a me caro: portare il proprio talento all’estremo tramite allenamento e sacrifici.

Un valore dello sport che le piacerebbe trasmettere a chi opera in azienda?
Sicuramente due valori: serietà e professionalità.

“Professionalità” esattamente cosa significa per lei?
Professionalità per me significa fare tutto nel miglior modo possibile, con la massima cura ed attenzione, sfruttando al massimo quelle che sono le proprie competenze e migliorandole continuamente.

Basandosi anche sulla sua esperienza personale, i talenti di che supporto hanno bisogno per sbocciare, nello sport come nella vita professionale? Come si aiutano i giovani ad emergere?
Credendo in loro, dandogli piena fiducia, oltre che gli strumenti e gli stimoli giusti. E lo stimolo migliore alla nostra età resta comunque per me quello del divertimento, perché si arriva davvero in alto solo se si trova gusto e passione in quello che si sta facendo.

pellegrini_federica_postContinua ad abbattere record su record, compresi quelli che ha stabilito lei… Ma che sensazione si prova a gareggiare contro se stessi? È questa la sfida più avvincente per lei?
Ci penso spesso ai miei limiti, sia sportivi che interiori. Scoprirli aiuta a crescere e devo dire che crescere mi piace molto.

Allora starà già pensando al dopo-nuoto… Che progetti ha in mente? Si sta preparando in qualche modo per la sua prossima carriera?
Per il momento vedo davanti a me solo Londra 2012 e un’Olimpiade in cui voglio misurarmi ad alti livelli nel maggior numero di specialità possibili. Era il sogno del mio allenatore Alberto. Dopo il 2012 vedo chiaramente la costruzione di una mia famiglia ma non so come evolverà la mia carriera. E quel pizzico di imprevedibilità, sempre presente nella vita, non può che incuriosirmi.

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