Uno scienziato in azienda. No, non si tratta del titolo di un nuovo libro o di un film in uscita al cinema. Ma della definizione che Federico Simonetti dà del suo ruolo di Direttore Scientifico in 9PROOF, la software house nata nel 2009 dall’aggregazione di tre poli informatici – magiaro, ucraino ed italiano – che fornisce servizi e produce soluzioni innovative per la protezione della privacy nelle comunicazioni mobili, per la cifratura dei dati sensibili e per la cancellazione selettiva e definitiva dei dati. Un progetto che ha visto Simonetti tra i suoi fondatori e che poi l’ha coinvolto con un ruolo aziendale forse non noto ai più. Quello, appunto, di Direttore Scientifico: «Questa qualifica credo differenzi e spieghi in modo semplice la figura del ricercatore, a differenza di una anonima sigla anglofona come CIO, CTO, CSO, che confonde i non addetti ai lavori e non qualifica fino in fondo la persona in causa – spiega lo stesso Simonetti – Oggi la parola “scienziato” è assai desueta, ma a me piace considerarmi tale perché credo che la conoscenza debba restare un eterno obiettivo, mai un traguardo che ci si illude di aver raggiunto».
Dottor Simonetti, parliamo subito di 9PROOF, la software house che ha contribuito a fondare nel 2009, in cui attualmente ricopre il ruolo di Direttore Scientifico. Si tratta di un progetto internazionale, giusto? Che genere di servizi fornite ai clienti?
9PROOF è un progetto internazionale nato con lo scopo di creare una software house nel senso più autentico del termine: i software non vengono sviluppati per conto terzi, ma progettati e realizzati internamente e vengono poi proposti sui canali della grande, media e piccola impresa attraverso una strategia di partnership con i migliori system integrator. Tra i nostri prodotti di punta ci sono BladeBox (nella versione Professional ed Enterprise), software per la protezione sicura e flessibile dei dati aziendali che adotta i migliori standard crittografici oggi esistenti; Wiperaser, software per la cancellazione sicura e definitiva dei dati al termine della loro “vita” (oggi requisito di legge anche in Italia); Scrambit, software per smartphone che rende le telefonate sicure e impossibili da intercettare. Per quanto riguarda i numeri di 9PROOF, è prematuro definirne con precisione. Abbiamo dedicato questi mesi a costruire l’azienda, il team di sviluppo, le nuove versioni dei nostri programmi e siamo sul mercato da poco tempo per fare delle valutazioni. se non di tendenza in positivo o negativo del mercato. Ciò che stiamo vedendo è, però, incoraggiante: abbiamo innanzitutto ottenuto due importanti certificazioni dal Security Consortium americano che ci permettono di offrire questa “eccellenza” in un mercato molto competitivo come quello USA. E in Italia possiamo vantare clienti sia in ambito finanziario che medicale, oltre ad avere in corso importanti trattative con alcuni tra i principali istituti di credito e con diverse aziende di dimensioni medie e medio grandi.
Come ha già anticipato, poche settimana fa siete sbarcati ufficialmente negli Stati Uniti, aprendo una sede nella mitica Silicon Valley. Che valore ha questo passo per l’azienda? Il mercato americano quali opportunità di crescita vi offre?
Per un’azienda come la nostra, la presenza con una sede nella Silicon Valley è stato un passo fondamentale, che oltre ad offrire maggiore credibilità all’azienda stessa ci ha offerto una posizione strategica per l’espansione in questo continente, senza trascurare il fatto che il mercato USA dei software è in forte ripresa. L’America e soprattutto gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato mondiale per soluzioni informatiche in ambito software e 9PROOF, per essere all’altezza dell’evoluzione e dello sviluppo tecnologico in cui investe, non poteva tralasciare la possibilità di una presenza proprio in questo luogo.
Come detto, lei è Direttore Scientifico di 9PROOF. Vuole spiegare ai nostri lettori di che cosa si occupa precisamente? Quali sono le sue mansioni in azienda?
Direttore Scientifico è una qualifica di un mio ex professore dell’Università che ho sempre guardato con stima ed interesse, ormai quasi vent’anni or sono. Da allora me ne sono “innamorato” perché credo differenzi e spieghi in modo semplice la figura del ricercatore, a differenza di una anonima sigla anglofona come CIO, CTO, CSO, che spesso e volentieri confonde i non addetti ai lavori e non qualifica fino in fondo la persona in causa. Essere oggi il Direttore Scientifico della mia azienda è per me una componente straordinaria perché mi permette di seguire e dirigere ogni aspetto scientifico e di sviluppo tecnologico di 9PROOF. Oggi la parola “scienziato” è assai desueta, ma a me piace considerarmi tale perché credo che la conoscenza debba restare un eterno obiettivo, mai un traguardo che ci si illude di aver raggiunto. Comunque, per dirla in modo brutalmente pratico, ciò che faccio è concepire l’idea dei nuovi prodotti e delle loro funzionalità, passare dall’idea al progetto e poi coordinare il team che lo svilupperà senza tralasciare la mia personale partecipazione come programmatore alla scrittura del codice.
Le competenze e le doti che ritiene necessarie per ricoprire al meglio il suo ruolo?
La dote che reputo più importante è il sapersi fare costantemente nuovi domande. Mettere in dubbio se stessi e le proprie certezze, ciò che crediamo di sapere e ciò che abbiamo sempre ritenuto vero, è una grande fonte di crescita. Da non trascurare, inoltre, l’amore per la ricerca e una grande tenacia nel raggiungere i risultati che spesso non arrivano se non dopo innumerevoli tentativi. Considerazioni filosofiche a parte, però, devo anche ammettere che buone capacità logiche e di correlazione aiutano molto.
E qual è, invece, l’aspetto che le piace di più del suo lavoro?
Sicuramente la soddisfazione che si prova quando si vede “venire alla luce” un nuovo prodotto che si è seguito fin dalla nascita: dopo mesi di progettazione, di sviluppo, di correzione degli errori, di impegno, finalmente si può rilasciare alla distribuzione un nuovo software 9PROOF.
Prima di 9PROOF, lei ha fondato numerose aziende, alcune delle quali sono diventate leader del proprio settore. Ci può raccontare un po’ più nel dettaglio il suo passato da imprenditore?
Come imprenditore ho avuto modo di fare diverse esperienze e probabilmente quella a cui sono più legato è un’altra software house che ho costituito tanti anni fa negli Stati Uniti con un socio americano e con la quale siamo riusciti a vendere i nostri prodotti ad aziende ed enti prestigiosi come Delta Airlines, American Airlines, il Governo e l’Esercito USA, persino la NASA. Credo che questi ottimi risultati ottenuti siano da attribuire non solo alle tante energie impiegate nella scelta e nella costituzione di un team tecnico altamente motivato e qualificato, ma anche alla forte valorizzazione delle diverse competenze dei membri del team, in un contesto che oggi può ricordare quello di Google. Non mancavano, infatti, aree relax e svago – per rilassare la mente tra una riunione ed una fase di scrittura – che invece di distrarre massimizzavano il rendimento di ogni singola persona. E poi il rispetto dell’individuo era sopra ogni cosa.
Facendo due conti, nel suo bagaglio professionale ci sono più di 15 anni di esperienza nel mercato IT internazionale. Ma questa “esperienza” che cosa le ha insegnato?
Credo che l’esperienza abbia un valore enorme nel lavoro così come nella vita. Gli errori sono fondamentali, possono essere degli stimoli fortissimi al miglioramento e permettono a chiunque di noi di fare dei piccoli, grandi passi verso un futuro che ci auguriamo sia positivo e di grande successo.
Dopo gli Stati Uniti, qual è la nuova frontiera per lei e per 9PROOF?
Gli USA sono un mercato dove è “impossibile” non essere presenti se si vuole un profilo di alto livello per la propria azienda, ma per certi versi è più semplice rispetto ad altri contesti. Dopo gli Stati Uniti, vorremmo provare con il più ostico Brasile, con l’India ed il Giappone, mercati sui quali stiamo già cominciando a muovere i primi passi. Quelli appena menzionati sono mercati con esigenze specifiche, diverse da quelli affrontati sino ad oggi, con potenziali acquirenti che sappiamo ci richiederanno modifiche e forti adattamenti dei prodotti rispetto ad esigenze specifiche. Sfide che affronteremo con grande entusiasmo e con la positività e la competenza che da sempre ci contraddistingue come azienda.



