5 febbraio 2012

Maria Elena Cappello

cappello_mariaelena_postNessuna paura della responsabilità, anche – se non soprattutto – in un mercato che oggi è «complesso ed affascinante allo stesso tempo». Da poche settimane Maria Elena Cappello è stata nominata Amministratore Delegato e Country Manager di Nokia Siemens Networks in Italia, un doppio incarico che si va a sommare a quello precedente di Responsabile Strategy and Business Development Europa di Nokia Siemens Networks. Per la manager è probabilmente il culmine di una lunga carriera nel settore Telecomunicazioni e IT, oltre 15 anni in cui ha lavorato in aziende come Italtel, EMC Italia, Compaq/HP, Pirelli Broadband Solutions, passando anche per una brillante esperienza da imprenditore. Un punto d’arrivo, dunque, che però non spaventa la Cappello: «La sfida più bella è quella di oggi – dice – Le TLC vivono nel nostro Paese un momento particolare, una fase che può essere di grande rilancio per l’intero Sistema Italia. Avere un ruolo guida in NSN proprio in questo momento è di grande stimolo oltre che motivo di orgoglio».

Dottoressa Cappello, di recente è stata nominata AD e Country Manager di Nokia Siemens Networks Italia, e continuerà anche a dirigere la funzione Strategy and Business Development Europa di Nokia Siemens Networks. Quali cambiamenti si aspetta nella sua vita professionale? Non la spaventa nemmeno un po’ tutta questa responsabilità sulle sue spalle?
Tutt’altro. Questi due ruoli si coniugano molto bene. Da un lato la responsabilità di identificare e pianificare le aree di crescita di Nokia Siemens Networks in Europa e dall’altro operare lo sviluppo del business in Italia. Le TLC vivono nel nostro Paese un momento particolare, una fase che può essere di grande rilancio per l’intero Sistema Italia. Avere un ruolo guida in NSN proprio in questo momento è di grande stimolo oltre che motivo di orgoglio.

Nel suo curriculum di studi, dopo la laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni, c’è un Master in Marketing Strategico presso il Babson College in Massachusetts. L’esperienza negli Stati Uniti cosa le ha lasciato in eredità?
Posso dire che gli americani hanno un approccio molto pragmatico al business e per me è stata una scuola fondamentale, che mi ha aiutato sempre a guardare ai risultati e al cliente.

La sua carriera si è sviluppata tutta nel settore Telecomunicazioni e IT, in aziende come Italtel, EMC Italia, Compaq/HP, Pirelli Broadband Solutions e – ovviamente – Nokia Siemens Network. La sfida più difficile che ha dovuto affrontare in questi anni?
La sfida più bella è quella di oggi. Lavorare con successo per un leader mondiale delle TLC insieme ad uno dei team più competenti al mondo è una grande soddisfazione. Il momento stesso che sta vivendo il mercato è complesso ed affascinante allo stesso tempo. I nostri clienti ci chiedono innovazione, capacità visionarie e di affiancarli in nuove sfide. La convergenza tra ITC, media e utility ci sta offrendo nuove grandi opportunità.

Come imprenditore, ha fondato e sviluppato una società di software a livello europeo. Quali armi ha dovuto tirare fuori per raggiungere il successo anche in questa veste?
Essere imprenditore richiede grande focalizzazione e pragmatismo, capacità di analisi, programmazione degli investimenti e definizione dei ritorni. Inoltre si deve essere molto attenti alle esigenze del cliente, bisogna essere veloci e flessibili e, perché no… avere fiuto per i buoni affari. Tutto questo è richiesto anche nelle grandi corporation, ma nelle piccole aziende è molto enfatizzato. In poche parole, si può sbagliare molto meno.

Lei fa parte del consiglio direttivo di Valore D, associazione che promuove la presenza dei talenti femminili in azienda. Non possiamo non chiederle quanta fatica debba fare una donna per riuscire ad imporsi in un settore come il suo…
La fatica per imporsi è inversamente proporzionale alla motivazione che si ha. Alla base ci deve essere comunque una buona conoscenza dei propri limiti e punti di forza. La diversity rappresenta una grande opportunità di sviluppo per le aziende e quelle che lo capiscono riescono ad ottenere maggiori successi più velocemente. Nel nostro settore non è sempre facile avere una presenza femminile importante nei CdA, ma anche in Italia le cose stanno cambiando e questo è un grande segno di modernità del nostro Paese. Valore D ne è un esempio: un’associazione voluta dalle aziende, per renderle più competitive, grazie alla promozione dei talenti femminili. Un’associazione che fornisce alle donne strumenti concreti per costruire il proprio percorso professionale, spunti di riflessione e discussione sui temi legati alla leadership al femminile e la possibilità di condividere esperienze e stili di management grazie all’attività sviluppata nei diversi cantieri da oltre 150 manager donne. Con Valore D siamo riusciti a coinvolgere nei diversi incontri realizzati sul territorio oltre 900 persone, in maggioranza donne ma con una presenza crescente di uomini, a dimostrazione che i temi sono molto sentiti a tutti i livelli manageriali e senza distinzione di sesso.
In Nokia Siemens Networks siamo molto attenti allo sviluppo dei talenti e della diversity anche al femminile…. e i risultati si vedono.

Un libro o un film che hanno contribuito a renderla la donna di successo che è oggi?
Come film, dico “L’Attimo Fuggente” perché mi ha spinto a credere nei miei sogni. Di libri ne ho letti tanti e di ogni genere e da ognuno posso dire di avere preso un pezzo di quello che sono oggi. Ce ne fu uno però, tanti anni fa: “Dove” di Robin Lee Graham. Lo lessi alle medie. Era scritto da un ragazzo che a 16 anni partì con la sua barca, costruita da lui, per fare il giro del mondo in solitario. Ne colsi due insegnamenti: i sogni si avverano se si ha la costanza nel crederci e se ci si focalizza nel realizzarli; bisogna essere pronti a contare solo su se stessi se si vuole vincere davvero.

Sappiamo che è molto appassionata di sport. Una persona che ricopre incarichi di grande responsabilità come lei, può coniugare lavoro e interessi personali? C’è il tempo per fare tutto?
Mens sana in corpore sano. Ci si prova. Spesso le scarpe da ginnastica rimangono intoccate nel trolley, ma di sicuro sono sempre con me. Bilanciare la propria vita personale con gli impegni professionali è un fondamentale aspetto del successo. Ci si ritrova spesso ad essere molto più efficienti anche nel seguire le proprie passioni, e dagli sport si impara ad essere competitivi, a non mollare mai e a vincere. Sport e carriera hanno molti aspetti intercambiabili. Faccio un esempio: per vincere in regata si seguono regole, tattiche e istinto. Lo stesso vale per vincere un deal.

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