Risk-taker per professione. Certo, rischi sempre calcolati e, in ogni caso, necessari per chi ha fatto dell’innovazione uno dei leit motiv della carriera, tra le tante start up avviate e le opportunità business esplorate da pioniere. Tuttavia, Marina Bonomi resta una manager capace di “andare oltre il visibile”, mai doma nella sua costante ricerca di realizzare qualcosa che che gli altri ancora non hanno fatto. O forse sarebbe giusto dire: non hanno avuto il coraggio di fare. Dopo i successi raccolti in Olivetti, Omnitel, Vodafone, Lexicon Digital Media, il presente di chiama Telemat, divisione di Reed Business Information, leader nei servizi d’informazione sulle gare d’appalto e sugli esiti di gara. E per continuare ad essere capofila del settore – dice la stessa Bonomi – oggi è necessario «continuare a essere innovativi, cavalcando l’onda della tecnologia». Dunque, prendersi dei rischi: un mestiere che lei conosce benissimo.
Dottoressa Bonomi, assume la guida di Telemat, BU di Reed Business Information. Innanzitutto, ci spiega quali responsabilità le competono nel suo nuovo incarico? Gli obiettivi per quest’anno quali sono?
Con questo incarico, assumo la Direzione della divisione: sono, dunque, chiamata a gestire l’area commerciale, il marketing, la comunicazione, il business development e la produzione. Prodotto chiave di Telemat sono le banche dati sulle gare d’appalto, ma il nostro obiettivo, in questo momento, è allargare il portfolio dei servizi che offriamo: mi riferisco, per esempio, all’attività di training legata ai bandi di gara, che è uno dei nostri punti di forza. E poi, naturalmente, vogliamo anche aumentare il fatturato, confermandoci leader di mercato.
Al di là di quelli “ufficiali”, specie di fatturato, si è fissata anche dei traguardi personali da raggiungere?
Mi piacerebbe che Telemat non vendesse solo un servizio, ma diventasse un vero e proprio partner per le aziende che si affacciano a questo mondo. Ciò passa necessariamente attraverso un’offerta a 360 gradi, che – oltre al prodotto chiave – comprenda anche l’attività di training e altri servizi, quali la consulenza legale, un osservatorio informativo sui cambiamenti legislativi nel settore, etc. Per raggiungere questo traguardo non stiamo lavorando solo sull’allargamento della nostra offerta, ma anche rimodulando la stessa organizzazione della forza vendita. Altro obiettivo è quello di sfruttare sempre di più le opportunità offerte dai media digitali per fare marketing e comunicazione: grazie ad un buon posizionamento web, infatti, si possono ottenere dei contatti molto interessanti.
In sintesi, vogliamo traguardare Telemat – una società che ha già 25 anni di storia alle spalle – ad essere ancora oggi una realtà innovativa del settore. E per fare ciò dobbiamo utilizzare al meglio tutto ciò che la tecnologia ci mette a disposizione.
Un tuffo nel passato. Tutto il suo curriculum è di grande impatto, ma tra le varie esperienze ci indicherebbe la sfida più difficile e avvincente che ha affrontato finora?
Sono laureata in Informatica e ho sempre lavorato in ambito TLC e IT, occupandomi prevalentemente di start up e nuovi business. Sicuramente l’esperienza fatta in Omnitel, a partire dalla prima metà degli anni ’90, ha rappresentato un passaggio molto importante nel mio percorso. Sono entrata come Direttore Innovazione in un’azienda che esisteva da pochi anni e il cui unico business era il traffico delle telefonate. Ancora non esistevano servizi quali sms, mms, navigazione Internet, etc, che – nel giro di una decina d’anni – sono arrivati a pesare più del 50% nei ricavi delle compagnie di telefonia mobile. La sfida è stata proprio portare sul cellulare tutti questi servizi innovativi (tra cui chat, borsa in tempo reale, gaming, servizi geo-referenziati) partendo da zero: siamo stati dei pionieri in Italia e non avevamo termini di paragone nemmeno nel resto del mondo, eccezion fatta per il Giappone, che però è un contesto totalmente diverso da quello del nostro Paese. Partendo dal nostro lavoro, l’azienda ha poi iniziato a sviluppare tutte le piattaforme tecnologiche sfociate in Vodafone Live: dunque, il team italiano ha rappresentato un modello di eccellenza da esportare nel resto d’Europa.
Devo dire, comunque, che è stata ed è una bella sfida anche quella di Mimesi, divisione di Reed Business Information dedicata al media monitoring, che ho contribuito a riorganizzare e che l’anno scorso ha registrato una crescita a due cifre. Risultato che contiamo di ripetere anche nel 2011.
Le tre qualità professionali che più la contraddistinguono e che l’hanno portata dov’è oggi?
In primis, la passione e l’entusiasmo, che cerco di trasmettere ogni giorno ai miei colleghi e collaboratori, con lo scopo di formare un team forte e coeso. La seconda qualità è quella di perseguire con determinazione gli obiettivi operativi e strategici: in sostanza, non sono portata a tergiversare nel mio lavoro, ma tengo la barra dritta sulla meta da raggiungere. Infine, ritengo fondamentale essere dei risk-taker, cioè avere la capacità di prendersi dei rischi a livello professionale, senza avere paura del cambiamento, dell’innovazione. E questo vale in tutti gli ambiti, dal processo produttivo alla strategia di marketing. Bisogna sfruttare le opportunità che la tecnologia offre, anche cercando di cambiare le regole del gioco. Un esempio in tal senso penso sia proprio Mimesi, che alla sua nascita, dieci anni fa, è stata la prima società in Italia ad utilizzare un processo interamente digitale per i servizi di rassegna stampa e web. E che oggi, sempre per prima, fornisce questi servizi su Ipad e dispositivi mobile, peraltro ottenendo riscontri molto positivi. La nostra strada, dunque, è continuare a essere innovativi, cavalcando l’onda della tecnologia.



