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	<title>Profumo di Carriera</title>
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	<description>Il magazine online per chi non vuole fermarsi nel lavoro</description>
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		<title>Gennaro Nastri: quel vento del cambiamento in Text 100</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 15:58:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il vento del cambiamento che spira nel solco della continuità. Usa quest&#8217;immagine Gennaro Nastri per spiegarci la nuova fisionomia dell&#8217;agenzia di relazioni pubbliche Text 100 sul territorio europeo: tante facce sono cambiate ai vertici EMEA, ma si tratta sempre di manager cresciuti in casa. Come lo stesso Nastri, che assume il ruolo di Managing Consultant [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.profumodicarriera.it%2F2012%2F05%2Fgennaro-nastri-text-100-italia%2F' data-shr_title='Gennaro+Nastri%3A+quel+vento+del+cambiamento+in+Text+100'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.profumodicarriera.it/wp-content/gallery/daily/nastri_text100_post.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://www.profumodicarriera.it/wp-content/gallery/daily/nastri_text100_post.jpg" alt="" width="187" height="287" /></a>Il vento del cambiamento che spira nel solco della continuità. Usa quest&#8217;immagine <strong>Gennaro Nastri</strong> per spiegarci la nuova fisionomia dell&#8217;agenzia di relazioni pubbliche <strong>Text 100</strong> sul territorio europeo: tante facce sono cambiate ai vertici EMEA, ma si tratta sempre di manager cresciuti in casa. Come lo stesso Nastri, che assume il ruolo di <strong>Managing Consultant</strong> della filiale italiana, in cui lavora dal 2007. A ben vedere, però, la metafora del vento potrebbe descrivere anche l&#8217;evoluzione professionale che il manager campano (anche se ormai milanese d&#8217;adozione) è chiamato a compiere con questo nuovo incarico: «In questi anni mi sono occupato soprattutto di sviluppare nuove opportunità di business – racconta – Accanto a questa parte, oggi, dovrò concentrarmi anche sulla gestione strategica della filiale: in sostanza, avrò molto a che fare con i numeri». C&#8217;è la continuità con l&#8217;incarico precedente e c&#8217;è la sfida, il vento del cambiamento. Quello che spira sulla nuova sede di Text 100 in piazzale Clotilde a Milano, inaugurata da pochissimo. Da lì, Gennaro Nastri risponde alle nostre domande a pochi giorni dalla sua nomina.</p>
<p><strong>Dottor Nastri, assume il ruolo di Managing Consultant di Text 100 in Italia. Quali obiettivi le vengono assegnati con questo incarico?</strong><br />
Il mio obiettivo è far sì che la filiale italiana di Text 100 sia profittevole, crei valore. Se è vero, infatti, che siamo strutturati come una piccola azienda autonoma, allo stesso tempo dobbiamo anche rispondere del nostro operato agli azionisti della società, raggiungendo degli obiettivi di fatturato in base alle risorse a disposizione. Per nostra fortuna, però, alle spalle abbiamo un network internazionale di ben 31 filiali sparse per il Pianeta che ci può offrire il suo supporto, sia a livello di consulenza che di new business.</p>
<p><strong>Forse è una domanda banale, ma quanto può e deve essere strategica la sua funzione oggi?</strong><br />
Al 100%. Se prima, come Account Director, ero focalizzato quasi esclusivamente sul risultato di breve-medio periodo, con questa nomina devo avere una visione più ampia, guardare anche al futuro, al prossimo anno. Per questo è fondamentale rimanere sempre aggiornato su quanto avviene nel nostro settore, così da riuscire ad anticipare alcuni fenomeni.</p>
<p><strong>Rispetto a lavoro già svolto per l&#8217;agenzia, dunque, che salto di qualità si aspetta di dover fare a livello personale?</strong><br />
In questi anni all&#8217;interno di Text 100 mi sono occupato soprattutto di ricercare occasioni di visibilità per l&#8217;agenzia, di sviluppare nuove opportunità di business. Accanto a questa parte, oggi, dovrò concentrarmi anche sulla gestione strategica della filiale: in sostanza, avrò molto a che fare con i numeri.</p>
<p><strong>Si è preparato in qualche modo per affrontare questa nuova sfida?</strong><br />
Text 100 è molto sensibile al tema della formazione continua dei dipendenti, così ho avuto la possibilità di seguire alcuni corsi interni. Tuttavia, sappiamo nel lavoro molto si impara facendo esperienza sul campo, il cosiddetto<em> learning on the job</em>. Io sto facendo pratica già da qualche mese e posso dire, oggi, di essere pienamente operativo nel nuovo incarico.</p>
<p><strong>Oltre alla sua nomina, a livello europeo ci sono stati diversi cambiamenti al vertice di Text 100. Un segnale del vento che sta cambiando all&#8217;interno della società?</strong><br />
C&#8217;è un vento di cambiamento, ma spira sempre nel solco della continuità. In questo senso, la mia nomina e quella degli altri colleghi europei sono emblematiche della <em>policy</em> di Text 100: siamo tutte persone che lavorano in questa agenzia da anni, che hanno fatto un percorso di crescita interno e che ora arrivano ai vertici.</p>
<p><strong>Chi si occupa di PR con quali criticità si deve confrontare in questo momento?</strong><br />
Banalmente, posso dire che il momento di mercato non è favorevole. Ma questo, in fondo, si riconduce ad un problema strutturale del nostro Paese: le figure di marketing e comunicazione vengono spesso trascurate nelle aziende italiane e, di conseguenza, sono le prime a subire tagli in periodi di crisi.<br />
Altro punto critico è l&#8217;assoluta necessità di dimostrare l&#8217;efficacia in termini di business delle attività di PR e comunicazione. Dal canto nostro, in Text 100 cerchiamo di essere molto concreti e forniamo ai clienti risultati misurabili in modo semplice. I riscontri sono sempre stati positivi, , anche con quelle start-up che richiedevano la nostra consulenza per trovare finanziatori che le supportassero.</p>
<p><strong>Dall&#8217;altro lato, che opportunità di sviluppo intravede nel vostro settore oggi?</strong><br />
Il futuro sono sicuramente i nuovi media, quelli che noi chiamiamo “digital media”, perché non si tratta solo dei social network.</p>
<p><strong>Ritiene ci siano degli strumenti digitali particolarmente “sottovalutati” in questo momento?</strong><br />
Più che altro, credo che alcuni strumenti non vengano utilizzati in maniera corretta. Pensiamo ai vari Google+, Facebook, Twitter: molte aziende vogliono essere presenti, nell&#8217;ottica del “me too”, ma non hanno chiari gli obiettivi di comunicazione e di business che intendono raggiungere. In sostanza, non hanno un approccio strategico. Noi, come consulenti, cerchiamo proprio di aiutarli ad utilizzare al meglio queste risorse, perché crediamo molto nell&#8217;universo social, ma, come detto, vogliamo lavorare all&#8217;insegna della massima concretezza. Ad esempio, per alcune realtà aziendali – soprattutto quelle con una clientela business – bisogna chiedersi se davvero la presenza sugli strumenti social possa servire oppure se sarebbe più efficace puntare sull&#8217;attività di comunicazione tradizionale, che, comunque, non va mai trascurata.</p>
<div class="shr-publisher-5780"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.profumodicarriera.it%2F2012%2F05%2Fgennaro-nastri-text-100-italia%2F' data-shr_title='Gennaro+Nastri%3A+quel+vento+del+cambiamento+in+Text+100'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Marrocco DG di No+Vello: mai giocare in difesa</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 14:31:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non gli piace giocare in difesa. Altrimenti, nel 2010, non avrebbe scommesso sul progetto di No+Vello, azienda di origine spagnola che si occupa di epilazione professionale. Antonello Marrocco ha visto l&#8217;opportunità di business ed è partito. All&#8217;attacco, naturalmente: in meno di due anni, come Responsabile dello Sviluppo per il territorio italiano, è riuscito ad aprire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.profumodicarriera.it%2F2012%2F05%2Fantonello-marrocco-no-mas-vello%2F' data-shr_title='Marrocco+DG+di+No%2BVello%3A+mai+giocare+in+difesa'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.profumodicarriera.it/wp-content/gallery/daily/marrocco_novello_post.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://www.profumodicarriera.it/wp-content/gallery/daily/marrocco_novello_post.jpg" alt="" width="198" height="279" /></a>Non gli piace giocare in difesa. Altrimenti, nel 2010, non avrebbe scommesso sul progetto di <strong>No+Vello</strong>, azienda di origine spagnola che si occupa di epilazione professionale. <strong>Antonello Marrocco</strong> ha visto l&#8217;opportunità di business ed è partito. All&#8217;attacco, naturalmente: in meno di due anni, come Responsabile dello Sviluppo per il territorio italiano, è riuscito ad aprire 40 centri sparsi per lo Stivale. Oggi arriva la nomina a <strong>Direttore Generale</strong> e un obiettivo ancora più ambizioso, arrivare a 100 centri No+Vello entro la fine del 2012. L&#8217;approccio è chiarissimo: «Non mi piace giocare in difesa e questo è un momento in cui bisogna tirar fuori tutta la forza dell’azienda – spiega il manager neo-incaricato – Stiamo investendo e incrementando moltissimo la comunicazione istituzionale, sia per attirare possibili nuovi affiliati che per presentarci agli utenti finali». Strategia, carattere, intuizione: Marrocco gioca sempre all&#8217;attacco per vincere.</p>
<p><strong>Antonello Marrocco, arriva alla Direzione Generale di No+Vello in quale momento per la società?</strong><br />
Nell’ottobre del 2010 ho conosciuto No masVello alla Fiera del Franchising a Milano, e fin da subito mi sono interessato a questa azienda di origine spagnola. Ho deciso di aderire al progetto, perché ho intuito potesse essere davvero una possibilità di business. Mi sono messo personalmente in gioco diventando Responsabile dello Sviluppo per il territorio italiano e, in meno di due anni, abbiamo riscosso tantissimo successo, riuscendo ad aprire 40 centri distribuiti in tutte le regioni. Di recente abbiamo inaugurato una nuova sede a Roma, quartiere EUR: 500mq di superficie dedicati alle tecnologie di epilazione professionale.</p>
<p><strong>Vi aspettate di crescere anche in questo 2012 oppure &#8220;giocherete in difesa&#8221;?</strong><br />
Ci stiamo già dando moltissimo da fare e l’obiettivo che ci poniamo è davvero ambizioso: 100 centri No+Vello entro la fine dell’anno. Non mi piace giocare in difesa e questo è un momento in cui bisogna tirar fuori tutta la forza dell’azienda. Stiamo investendo e incrementando moltissimo la comunicazione istituzionale, sia per attirare possibili nuovi affiliati che per presentarci agli utenti finali. Siamo presenti su molte riviste di moda, riviste del settore e sul web (starbene.it e Donna Moderna), in modo da coprire tutto il territorio nazionale.</p>
<p><strong>Per chi opera nel vostro settore, quale può essere la strategia vincente in un periodo di crisi economica come quello che stiamo vivendo?</strong><br />
Il settore estetico non risente particolarmente della crisi economica. Il problema è, in effetti, accedere ai finanziamenti degli istituti di credito senza poter dare alcuna garanzia. Per questo, abbiamo deciso di andare incontro ai nostri affiliati, chiedendo di anticipare solo il 50% del contratto per il noleggio delle attrezzature. Con questo metodo, diversi nostri <em>franchisee</em> hanno potuto aprire più di un centro, alcuni ne hanno anche cinque o sei: il lavoro c’è, questo è un settore trainante, basta solo saper fare leva sui punti giusti.</p>
<p><strong>Nel suo passato, due esperienze professionali fondamentali: la prima alla guida di una catena di negozi in ambito audiovisivo, la seconda come responsabile commerciale e dello sviluppo franchising di Laservideo. Che tipo di competenze specifiche ha sviluppato in questi anni?</strong><br />
Ricordo che quando mi sono affacciato al mondo del lavoro ero ancora minorenne. Dagli 11 ai 18 anni ho lavorato come cameriere e barman, perché volevo imparare a rapportarmi con le persone e sviluppare le doti di comunicazione. A 21 anni, invece, mi sono cimentato nella guida di una catena di negozi in ambito audiovisivo; dal 2000 al 2010, poi, ho lavorato con i distributori automatici Laservideo. Qui mi sono occupato dello sviluppo del marchio, dei contratti e direttamente della vendita. Anche questa esperienza è stata preziosa, soprattutto per conoscere ed approfondire le strategie e tecniche del franchising.</p>
<p><strong>Quale ritiene essere, invece, la sua migliore dote personale? Un &#8220;difetto&#8221; o comunque un aspetto di se che vorrebbe migliorare?</strong><br />
Credo che buona parte del mio successo sia dovuta al carattere e all’intuizione; sicuramente è molto importante tenersi continuamente aggiornati sugli andamenti del mercato nazionale ed internazionale. Ho il difetto di essere molto impulsivo ma, con gli anni e l’esperienza, sono riuscito a limare parecchio. Sono alla ricerca di una formazione continua e mi tengo informato sugli aspetti e sfaccettature dei nuovi tipi di comunicazione, PR, parlare in pubblico. Credo che siano aspetti fondamentali nel mondo del lavoro, ma anche nei rapporti interpersonali.</p>
<div class="shr-publisher-5761"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.profumodicarriera.it%2F2012%2F05%2Fantonello-marrocco-no-mas-vello%2F' data-shr_title='Marrocco+DG+di+No%2BVello%3A+mai+giocare+in+difesa'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Digital Update &#124; Gianluca Diegoli</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 14:20:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Ce n&#8217;è davvero tantissimo bisogno». Di che cosa? Di formazione digitale, ovvero quello che Gianluca Diegoli e Alessandra Farabegoli definiscono “Digital Update”: si tratta di un corso itinerante, della durata di due giorni, il cui obiettivo è aumentare la consapevolezza di imprenditori e responsabili vendite/marketing nelle PMI italiane su temi quali web marketing, social media, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.profumodicarriera.it%2F2012%2F05%2Fdigital-update-gianluca-diegoli%2F' data-shr_title='Digital+Update+%7C+Gianluca+Diegoli'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.profumodicarriera.it/wp-content/gallery/formazione/diegoli_gianluca_post.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://www.profumodicarriera.it/wp-content/gallery/formazione/diegoli_gianluca_post.jpg" alt="" width="198" height="302" /></a>«Ce n&#8217;è davvero tantissimo bisogno». Di che cosa? Di formazione digitale, ovvero quello che <strong>Gianluca Diegoli</strong> e <strong>Alessandra Farabegoli</strong> definiscono <a href="http://www.digitalupdate.it" target="_blank"><strong>“Digital Update”</strong></a>: si tratta di un corso itinerante, della durata di due giorni, il cui obiettivo è aumentare la consapevolezza di imprenditori e responsabili vendite/marketing nelle PMI italiane su temi quali <strong>web marketing</strong>, <strong>social media</strong>, <strong>e-commerce</strong> «Una sorta di versione low cost della consulenza tradizionale», spiega ancora Diegoli, che opera nel campo del marketing digitale fin dagli albori di questa disciplina. Classi di 20-30 persone massimo, una giornata di lezioni frontali e poi tanto laboratorio, così da poter anche sviluppare nuove idee in fatto di online business. Il tutto all&#8217;insegna della sostanza, perché di questo hanno bisogno, oggi più che mai, le imprese italiane: «La formazione in realtà è una novità per me – ammette ancora Diegoli – Non ho il profilo “classico” di chi la fa per mestiere, ma devo dire che nemmeno la vorrei. Credo che in questo momento sia molto più importante essere aggiornati ed avere un contatto reale, quotidiano, con le aziende e il mondo in cui si muovono».</p>
<p><strong>Gianluca Diegoli, cominciamo dalle presentazioni. Vuole raccontare qualcosa di se ai nostri lettori, così da inquadrare meglio la sua professionalità e le sue competenze? Quali sono state le tappe più significative della sua carriera?</strong><br />
Ho sempre lavorato nel marketing digitale, ma la mia formazione è stata tradizionale: basti pensare che mi sono laureato quando Internet ancora non esisteva&#8230; Il web è arrivato e ha cambiato tutte le regole, così ho deciso di buttarmi in questo nuovo mondo. Ho lavorato nel marketing digitale per alcune aziende start-up e Internet Service Provider, fino all&#8217;esperienza in Tiscali – probabilmente la più significativa della mia carriera – in cui, pur non avendo un background tecnico, ho ricoperto diversi ruoli (online manager, e-commerce manager, etc) nell&#8217;area marketing più tecnologica.</p>
<p><strong>Dunque, un percorso a 360 gradi nel mondo digital, visto che si è occupato anche di e-commerce&#8230;</strong><br />
Sì, ma avevo già lavorato in questo ambito nell&#8217;era dei pionieri, quando il commercio online era visto quasi come un&#8217;attività&#8230; bizzarra. Posso dire che, a livello di e-commerce, sono stato da tutte e due le parti della barricata, sia offerta che domanda. Il paradosso è che inizialmente un&#8217;azienda come Tiscali non considerava prioritario il business sul web, preferendo concentrarsi sui canali “tradizionali”.</p>
<p><strong>Dopo Tiscali dove ha lavorato? Ha già fatto delle esperienze in veste di “formatore”?</strong><br />
Ho proseguito il mio percorso in Ducati, dove ho ricoperto il ruolo di team leader per il marketing digitale, per poi passare – da un paio d&#8217;anni – all&#8217;attività di consulente per diversi progetti. La formazione in realtà è una novità per me. Non ho il profilo “classico” di chi la fa per mestiere, ma devo dire che nemmeno la vorrei. Credo che in questo momento sia molto più importante essere aggiornati ed avere un contatto reale, quotidiano, con le aziende e il mondo in cui si muovono. La nostra formazione vuole guardare alla sostanza e, per certi versi, si avvicina ad una vera e proprio attività di consulenza.</p>
<p><strong>Veniamo proprio a “Digital Update”, l&#8217;attività di formazione sulle tematiche del web marketing, dei social media, dell&#8217;e-commerce che sta sviluppando insieme ad Alessandra Farabegoli. Quando e come nasce l&#8217;idea di lanciare questo format?</strong><br />
Io e Alessandra lavoriamo anche con le piccole-medio imprese, ma ci siamo resi conto che molte di queste faticano a sostenere i costi di un&#8217;attività di consulenza dedicata, soprattutto in un momento come quello che stiamo vivendo. Resta, comunque, il fatto che sui temi digitali c&#8217;è parecchia improvvisazione da parte delle PMI italiane&#8230; Vanno da un&#8217;agenzia all&#8217;altra, comprando servizi un po&#8217; di qua e un po&#8217; di là, ma senza avere un&#8217;idea strategica precisa. Ed è qui che cerchiamo di intervenire con il nostro “Digital Update”, una sorta di versione <em>low cost</em> della consulenza tradizionale.</p>
<p><strong>Ma c&#8217;è così tanto bisogno di formazione digitale in Italia?</strong><br />
Sì, ce n&#8217;è davvero tantissimo bisogno, perché si è creato un gap significativo tra chi si occupa verticalmente di queste tematiche (pensiamo, banalmente, ad un tecnico) e chi gestisce vendite e marketing nelle aziende, specie se di piccole-medie dimensioni. L&#8217;obiettivo del nostro “Digital Update” è proprio aumentare la consapevolezza di questi ultimi.</p>
<p><strong>Di norma, chi partecipa ai vostri corsi quali argomenti riesce a comprendere ed assimilare con più facilità? Viceversa, ci sono degli argomenti particolarmente “indigesti”?</strong><br />
Riscontriamo una certa difficoltà a cambiare la mentalità di chi vede il sito internet aziendale come una brochure che – si spera – qualcuno andrà a vedere. Naturalmente non è così, il sito web è una vera iniziativa di business, un progetto di cui vanno calcolati il ritorno, gli investimenti necessari e così via. Questa parte di misurazione, purtroppo, è ancora molto trascurata nelle imprese italiane.<br />
Gli argomenti più facili da assimilare, invece, sono quelli per cui è necessario solo un affinamento della competenza. Un esempio su tutti, la newsletter: molti già la inviano e, grazie ai nostri suggerimenti, riescono a renderla più efficace in breve tempo.</p>
<p><strong>Nel concreto, il corso di “Digital Update” come e in quanto tempo si svolge?</strong><br />
La nostra è idea di realizzare corsi <em>no frills</em>: non ci piacciono gli hotel sfarzosi e quell&#8217;atmosfera “da venditori”, preferiamo organizzarci in strutture “amiche” (magari non utilizzate e, quindi, meno costose) con classi ristrette, da 20-30 persone massimo. Il “Digital Update” si svolge in due giornate: la prima di lezioni frontali, la seconda – in buona parte – dedicata al laboratorio. Per esempio, facciamo un “giro di sedie” per ascoltare i quesiti dei discenti e cerchiamo di rispondere loro anche grazie all&#8217;aiuto degli altri partecipanti: è interessante vedere che idee saltano fuori.</p>
<p><strong>Sono previsti anche dei test finali per verificare il livello di apprendimento dei discenti?</strong><br />
No, non abbiamo previsto un vero e proprio test finale, ma un modulo di feedback per verificare il grado di soddisfazione dei partecipanti. Oltre a questo, cerchiamo di mantenere vivi i rapporti con chi ha frequentato i nostri corsi, che può scriverci qualora avesse dubbi o bisogno di suggerimenti. Leggiamo tutto quello che ci arriva, comprese le “twittate” sul nostro canale.</p>
<p><strong>Di recente ha scritto un libro sull&#8217;e-commerce, “Vendere Online”, pubblicato da Il Sole 24 Ore. Ci può riassumere gli insegnamenti chiave di questo testo?</strong><br />
È un libro che non parla di tecnologia, o meglio, ne parla il meno possibile. Quando si tratta di e-commerce, infatti, troppo spesso si comincia da quell&#8217;aspetto, ma in realtà la piattaforma software è l&#8217;ultima cosa da decidere. Sono ben più importanti la redazione del business plan, la previsione dei costi da sostenere, lo studio delle forme di promozione più efficaci e così via. “Vendere Online” cerca proprio di ribaltare questa prospettiva, guardando all&#8217;e-commerce, prima di tutto, come ad un progetto di business.</p>
<p><strong>A quale aspetto bisogna prestare più attenzione, oggi, per riuscire ad avere successo nel commercio digitale?</strong><br />
Penso che un tema chiave sia quello dell&#8217;<em>usabilità</em> dei siti. Molte aziende si preoccupano solo di aumentare il numero dei visitatori, senza domandarsi se gli utenti, alla fine, sono riusciti ad acquistare o meno i prodotti in vendita. È un concetto che ancora oggi fatica ad entrare in testa a chi si lancia nel commercio online.</p>
<p><strong>Considerazione finale. L&#8217;Italia è agli ultimi posti in Europa in quanto a sviluppo dall&#8217;e-commerce: secondo lei, a cosa è dovuto questo ritardo? Dipende dalla “paura” delle aziende di investire nel commercio sul web? Non è che alla fine sono i consumatori italiani, con le loro “vecchie abitudini”, il vero problema&#8230;?</strong><br />
È tutto vero in parte: potremmo definirlo un cane che si morde la coda. Da un lato, come detto, i negozi non curano con attenzione l&#8217;usabilità dei propri siti; dall&#8217;altro, le percentuali di utilizzo del web nel nostro Paese sono, comunque, inferiori rispetto a tanti altre realtà occidentali. È vero, però, che il consumatore italiano sta cambiando le proprie abitudini e, in attesa di avere negozi nostrani all&#8217;altezza, comincia a comprare online sui siti esteri. Vedo, dunque, più un problema sul versante dell&#8217;offerta in questo momento. Serve una risposta degli imprenditori italiani, altrimenti i clienti continueranno a comprare altrove.</p>
<p><strong>La carenza di strumenti tecnologici adatti nel nostro Paese che ruolo gioca in questo contesto?</strong><br />
L&#8217;Italia non è esattamente ai vertici da questo punto di vista, ma il grado di diffusione che stanno raggiungendo smartphone e tablet dimostra che non c&#8217;è un vero <em>gap</em> tecnologico tra noi e gli altri Paesi. Si tratta, piuttosto, di un divario culturale.</p>
<div class="shr-publisher-5745"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.profumodicarriera.it%2F2012%2F05%2Fdigital-update-gianluca-diegoli%2F' data-shr_title='Digital+Update+%7C+Gianluca+Diegoli'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Corrado Regonati</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 15:27:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[IN PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[PEOPLE]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa è la storia di un ragazzo come tanti che, negli anni ’90, finita la scuola e il servizio militare, porta il curriculum in un negozio di abbigliamento sportivo della sua città, alla ricerca di un lavoro part-time. Un inizio ordinario, da cui, però, prende il via una carriera inaspettata e tutta in ascesa, tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.profumodicarriera.it%2F2012%2F05%2Fcorrado-regonati%2F' data-shr_title='Corrado+Regonati'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.profumodicarriera.it/wp-content/gallery/people/regonati_corrado_post.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://www.profumodicarriera.it/wp-content/gallery/people/regonati_corrado_post.jpg" alt="" width="190" height="285" /></a>Questa è la storia di un ragazzo come tanti che, negli anni ’90, finita la scuola e il servizio militare, porta il curriculum in un negozio di abbigliamento sportivo della sua città, alla ricerca di un lavoro part-time. Un inizio ordinario, da cui, però, prende il via una carriera inaspettata e tutta in ascesa, tra sfide impegnative quanto accattivanti, passione per lo sport e obiettivi sempre raggiunti, in ciascuna delle tante esperienze professionali collezionate da <strong>Corrado Regonati</strong>. «Dalla prima volta che sono entrato in negozio non ho mai smesso di prendermi cura dei miei clienti», racconta l&#8217;attuale <strong>Direttore</strong> del settore <strong>Retail e Franchising</strong> di <strong>Adidas Italia</strong>. È così che «il meraviglioso mondo delle Sales», come lui lo chiama, è diventato il suo pane quotidiano. Sempre con lo sport in sottofondo, perché da lì Regonati trae l&#8217;ispirazione quotidiana per motivare se stesso e i colleghi di lavoro: «Sono fortemente convinto – dice il manager di Adidas – che il team sia il reale segreto di un’organizzazione. Lo sport mi ha dato moltissimo, cerco solo di condividerne i valori con la mia squadra». Abbiamo detto che questa è la storia di un ragazzo come tanti perché, come nello sport, anche nel lavoro bisogna partire umilmente. Ma non dobbiamo dimenticare che con la giusta convinzione, e sapendo cogliere le opportunità che si presentano lungo il cammino, anche una storia normale può diventare straordinaria.</p>
<p><strong>Corrado Regonati, oggi è alla guida del settore Retail &amp; Franchising di Adidas italia, uno dei più grandi marchi sportivi sul mercato, ma la sua storia professionale quando e come ha avuto inizio? La scelta del primo lavoro è stata dettata più dal bisogno del momento o da un interesse personale per il settore?</strong><br />
La mia storia iniziò nel 1990, quando, al termine degli studi ed in attesa di effettuare il servizio militare, come molti altri ragazzi ero alla ricerca di una occupazione che mi desse un minimo di indipendenza. Innamorato dello sport, ed ovviamente dei brand sportivi, portai il mio CV allo store Foot Locker di Pavia. Da li non ho più smesso di prendermi cura dei miei clienti e del mio team.</p>
<p><strong>Nella sua carriera ha ricoperto molteplici ruoli in diverse aziende, da Sales Assistant a Direttore del franchising. Tra i vari incarichi, quali hanno rappresentato per lei una sfida personale e in che maniera hanno inciso sulle sue scelte successive?</strong><br />
Sono molto curioso e aperto alle novità, quindi per me è stato un percorso naturale: ricoprire molteplici ruoli è un modo per dare uno sguardo a tutto tondo al meraviglioso mondo delle sales, che mi ha dato l’opportunità di strutturarmi al meglio ed essere sempre pronto a nuove sfide.</p>
<p><strong>Trova sia più complicato inserirsi in una struttura di vendita già avviata o formarne una ex novo?</strong><br />
Entrambe le esperienze sono importanti. Avere una struttura avviata ha il vantaggio della storicità ma, normalmente, è meno veloce nei cambiamenti. Viceversa, avere l’opportunità di formare una struttura ex novo, significa non avere un <em>benchmark</em> consolidato, ma – in compenso – godere di maggiore velocità, flessibilità e una più semplice gestione della motivazione.</p>
<p><strong>Arriviamo al suo ruolo attuale in Adidas. Quali sono le sue principali responsabilità e mansioni? Con quali figure dell&#8217;organizzazione si rapporta quotidianamente?</strong><br />
Le mie principali responsabilità e mansioni sono legate ai risultati della struttura Monobrand, in Italia ed in SEE, sia per la rete Retail che Franchising. Facendo, però, parte del management, ovviamente le mie responsabilità sono maggiormente estese. Il mondo dei Monomarca è , infatti, una sorta di azienda nell’azienda. Quindi, posso dire che i miei<em> key contacts</em> sono le funzioni Finance, HR, Operations, Marketing ed infine Wholesales.</p>
<p><strong>Oltre a quelli legati ai numeri, è chiamato a raggiungere anche degli obiettivi qualitativi?</strong><br />
Ovviamente si. Per attitudine sono molto attento alle persone, ma ho anche target qualitativi per quanto riguarda l’esecuzione in store o le innovazioni al fine di portare efficienza.</p>
<p><strong>Tra le sue attività in azienda annovera anche la formazione, in particolare su argomenti quali Time e People Management. In che modo trasmette la sua passione e crea lo “spirito di gruppo” all&#8217;interno di Adidas? La sua visione della “squadra” è influenzata dalle sue passioni?</strong><br />
Sono fortemente convinto che il team sia il reale segreto di un’organizzazione, per questo investo molto di me stesso, sia in termini di costi che di tempo. Ovviamente, essendo uno sportivo e lavorando da circa 20 anni in aziende del settore, l’attitudine e l’approccio provengono da questo mondo. Credo, infatti, che lo sport mi abbia dato moltissimo: quello che tento di fare è solo condividere i valori sportivi con il mio strepitoso team.</p>
<p><strong>Le aziende con cui ha lavorato hanno sempre raggiunto i goal prefissati. A che doti personali è legata la sua capacità di centrare gli obiettivi?</strong><br />
Parto col dire che la nostra filosofia recita “How is High today”. Detto questo, dalle valutazioni e dagli <em>assessment</em> avute in questi anni, sembra che io sia molto orientato al risultato. Per me, è semplicemente un fatto di affidabilità e di <em>commitment</em> preso con la mia azienda.</p>
<p><strong>Quali sono i progetti che la vedranno impegnata nel prossimo futuro?</strong><br />
Il prossimo progetto sarà quello di organizzare la struttura attuale non più come due Countries separate, ma come una struttura Market South.</p>
<p><strong>Uno sguardo al mercato del lavoro odierno: che consiglio può dare ai giovani di talento che hanno voglia di emergere? Qual è l’ingrediente segreto per arrivare al successo, ma anche quali scelte è importante non sbagliare quando si muovono i primi passi professionali?</strong><br />
Il mercato del lavoro oggigiorno è decisamente difficile, complesso e molto competitivo. Per poterlo affrontare, il mio consiglio per i giovani di talento è quello di esser molto determinati, coerenti e non avere fretta di crescere, il tutto con la massima umiltà. Non credo ci sia un ingrediente segreto, né tanto meno credo sia giusto non sbagliare: sbagliare fa parte della crescita. Ovviamente è necessario non mollare, imparare dagli errori e tentare di fare sempre meglio. Non abbiate fretta, quanto vi si presenterà l’opportunità di una crescita, domandatevi se siete pronti&#8230; Tutto verrà da sé.</p>
<div class="shr-publisher-5734"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.profumodicarriera.it%2F2012%2F05%2Fcorrado-regonati%2F' data-shr_title='Corrado+Regonati'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>A-Tono: con la De Paoli marketing a tutta &#8220;curiosità&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 15:43:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.profumodicarriera.it%2F2012%2F05%2Ffederica-depaoli-a-tono%2F' data-shr_title='A-Tono%3A+con+la+De+Paoli+marketing+a+tutta+%22curiosit%C3%A0%22+'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.profumodicarriera.it/wp-content/uploads/2012/05/depaoli_post.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5723" title="depaoli_post" src="http://www.profumodicarriera.it/wp-content/uploads/2012/05/depaoli_post.jpg" alt="" width="186" height="242" /></a>Parola d’ordine: curiosità. Perché in un mondo come quello del marketing interattivo multicanale bisogna sempre trovare nuovi stimoli, carpire informazioni ed essere aggiornati su tutte le novità. «Io, per esempio, consulto quotidianamente blog e forum, soprattutto internazionali: un modo utile per capire cosa c’è al di fuori e per riuscire a rispondere prontamente alle richieste del cliente», dice <strong>Federica De Paoli, </strong>nuovo<strong> Account Manager </strong>di<strong> A-Tono. </strong>Un ruolo in cui la neo-incaricata ha la possibilità di mettere in pratica gli insegnamenti universitari di Comunicazione Interculturale e Multimediale, coniugandoli con la sua passione per il digital e mobile marketing e la “fame” di chi vuole scoprire cose nuove ogni giorno. Se le strategie commerciali e di comunicazione oggi viaggiano su binari spesso sconosciuti ai più, seguendo dinamiche in continua evoluzione, soltanto attraverso la curiosità si può stare al passo con i tempi.</p>
<p><strong>Dottoressa De Paoli, ci spiega in che cosa consiste il suo nuovo incarico di Account Manager di A-Tono? Quali responsabilità e obiettivi le competono? Il suo lavoro sarà valutato più in termini di risultati di business o piuttosto da un punto di vista qualitativo?<br />
</strong>In A-Tono mi occupo dello sviluppo di strategie social, digital e mobile sia per new business che per clienti già acquisiti. Sono responsabile della buona riuscita del progetto, a 360 gradi: dall’idea creativa agli aspetti più tecnici, dal rispetto del timing alla gestione del budget control. Il fine principale è la soddisfazione del cliente e credo che l’alta qualità di un progetto sia condizione indispensabile per il raggiungimento degli obiettivi di business, più strettamente legati al reparto commerciale.</p>
<p><strong>Entra in un&#8217;azienda leader nel campo del marketing interattivo multicanale, attiva sul mercato da oltre 10 anni: su quale versante si aspetta di arricchire il suo bagaglio professionale grazie a questa nomina?<br />
</strong>In A-Tono riesco a coniugare il lavoro con la mia passione per il digital e il mobile marketing. È bello scoprire che sotto ad una semplice applicazione mobile o ad un concorso si nascondono moltissimi aspetti tecnici che, fino a poco tempo fa, ignoravo.</p>
<p><strong>Qual è la parola d&#8217;ordine per chi lavora nel vostro settore, oggi? Oltre alle competenze e all&#8217;esperienza, ci sono delle doti personali che possono fare la differenza per arrivare al successo?<br />
</strong>La parola chiave è “curiosità”. Le informazioni sono ovunque: occorre razionalizzarle, approfondirle e farle proprie. Trovare nuovi stimoli, avere dei punti di riferimento nel <em>mare magnum</em> del web. Io, per esempio, consulto quotidianamente blog e forum, soprattutto internazionali: un modo utile per capire cosa c’è al di fuori e per riuscire a rispondere prontamente alle richieste del cliente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="shr-publisher-5719"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.profumodicarriera.it%2F2012%2F05%2Ffederica-depaoli-a-tono%2F' data-shr_title='A-Tono%3A+con+la+De+Paoli+marketing+a+tutta+%22curiosit%C3%A0%22+'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Tris d&#8217;assi: ecco i giovani manager di Saxo Bank Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 16:48:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[IN PRIMO PIANO]]></category>

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		<description><![CDATA[Tris d&#8217;assi. Lo cala Saxo Bank Italia con le nomine di Umberto Urso, Valentina D&#8217;Ambrosio e Andrea Bono, che diventano rispettivamente Head of Institutional Business, Head of Sales e Head of Marketing. Manager giovani, eppure già esperti, cui la banca specializzata in trading e investimenti online si affida per raggiungere gli obiettivi di crescita fissati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.profumodicarriera.it%2F2012%2F05%2Furso-dambrosio-bono-saxo-bank-italia%2F' data-shr_title='Tris+d%27assi%3A+ecco+i+giovani+manager+di+Saxo+Bank+Italia'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.profumodicarriera.it/wp-content/uploads/2012/05/urso_saxo_post1.jpg"><img class="alignleft  wp-image-5705" title="urso_saxo_post" src="http://www.profumodicarriera.it/wp-content/uploads/2012/05/urso_saxo_post1.jpg" alt="" width="168" height="252" /></a>Tris d&#8217;assi. Lo cala <strong>Saxo Bank Italia</strong> con le nomine di <strong>Umberto Urso</strong>, <strong>Valentina D&#8217;Ambrosio</strong> e <strong>Andrea Bono</strong>, che diventano rispettivamente <strong>Head of Institutional Business</strong>, <strong>Head of Sales</strong> e <strong>Head of Marketing</strong>. Manager giovani, eppure già esperti, cui la banca specializzata in trading e investimenti online si affida per raggiungere gli obiettivi di crescita fissati per quest&#8217;anno, dopo  l&#8217;exploit del 2011, che ha visto più che raddoppiati i risultati di business della società sul nostro territorio. Dicevamo, manager giovani, ma già con un bel curriculum alle spalle: Urso è arrivato in Saxo Bank nel 2009 e si è fatto le ossa con la clientela retail, prima di spostarsi – oggi – sul versante istituzionale; la D&#8217;Ambrosio, nel suo precedente ruolo di Senior Relationship Manager, è risultata essere Top Performer 2011 in Europa; Bono è stato tra i pionieri del marketing territoriale e del green banking in Italia, prima di contribuire allo sviluppo vertiginoso di Saxo Bank nel nostro Paese. Indubbiamente, dunque, tre “teste” di tutto rispetto. Ascoltiamo le loro impressioni a pochi giorni dalla nomina.</p>
<p><strong>Dottor Urso, assume l&#8217;incarico di Head of Institutional Business di Saxo Bank Italia. Quanto possiamo considerare strategico il suo nuovo ruolo all&#8217;interno della società? Che obiettivi deve raggiungere entro la fine del 2012?</strong>Il business di Saxo Bank si divide quasi a metà tra la clientela privata e quella istituzionale. In Italia, così come a livello globale, la seconda è fondamentale, soprattutto rispetto ai volumi negoziati: per questo ritengo che l’incarico assegnatomi sia molto importante a livello strategico. In questo momento non è possibile fornire i dettagli dei numeri da raggiungere, però posso dire che a livello qualitativo il mio obiettivo consiste nel gestire al meglio la relazione con l’attuale portafoglio di clienti istituzionali, ma allo stesso tempo nel contribuire ad incrementare il business tramite nuovi contratti.</p>
<p><strong>Con questo incarico non gestirà più clienti retail, ma istituzioni, principalmente banche e Sim: come cambierà il suo approccio commerciale? Le serviranno maggiori competenze tecniche?</strong><br />
Ho già collaborato in più occasioni con clienti istituzionali e ho avuto modo di approfondire alcune delle competenze tecniche richieste per il mio nuovo incarico. Le soluzioni rivolte ai clienti istituzionali possono avere un alto grado di personalizzazione, per cui non esistono procedure standard da applicare. In questo segmento non si smette mai di imparare e di acquisire nuove competenze, grazie al supporto dei colleghi della capogruppo responsabili degli aspetti più tecnici.</p>
<p><strong>Nel rapporto interpersonale con questo tipo di clientela, che accortezze le saranno necessarie?</strong><br />
I rapporti interpersonali non sono necessariamente molto differenti da quelli che intercorrono con la clientela retail: spesso, infatti, gli istituzionali ci conoscono proprio perché hanno avuto modo di provare la nostra offerta di trading tramite un conto privato.<strong></strong></p>
<p><a href="http://www.profumodicarriera.it/wp-content/uploads/2012/05/dambrosio_saxo_post1.jpg"><img class="alignright  wp-image-5708" title="dambrosio_saxo_post" src="http://www.profumodicarriera.it/wp-content/uploads/2012/05/dambrosio_saxo_post1.jpg" alt="" width="168" height="252" /></a><strong>Dottoressa D&#8217;Ambrosio, è stata promossa a Head of Sales di Saxo Bank Italia. Crede sia questa la sfida più difficile della sua carriera fino ad oggi? In particolare, quali ostacoli si aspetta di dover superare nei prossimi mesi?</strong><br />
Ricoprire questo ruolo è sicuramente una sfida molto interessante e per nulla facile. Il mercato italiano è pieno di operatori poco seri, che “sporcano” il trading online, e ciò ovviamente rende prevenuti i potenziali investitori. Il mio intento, e quello del mio team, è quello di far conoscere Saxo Bank come banca specializzata nel trading e negli investimenti online a tutti coloro che vogliono avvicinarsi a questo mondo o che già ne fanno parte, e di poter offrire il miglior servizio possibile in termini di piattaforma e assistenza personalizzata.</p>
<p><strong>L&#8217;anno scorso, nel ruolo di Senior Relationship Manager, è risultata essere Top Performer in Europa. Le possiamo chiedere il segreto del suo successo? Che doti personali le hanno permesso di fare la differenza?</strong><br />
Credo che, come in ogni mestiere, una buona preparazione e una buona dose di umiltà possano porre le basi per ottenere ottimi risultati. Chiaramente la capacità di assistere il cliente in tutte le fasi mi aiuta a rendere la relazione molto più forte e stabile.</p>
<p><strong>La crisi rende più complesso il vostro mestiere oggi?</strong><br />
Indubbiamente la crisi del settore finanziario si ripercuote anche su di noi, ma in modo molto limitato. Saxo Bank è, infatti, una banca danese e, come noto, la Danimarca è un Paese AAA: i clienti che vogliono maggiori garanzie per i propri soldi, pertanto, da noi trovano un porto sicuro.</p>
<p><strong>Dottor Bono, per lei è arrivata l&#8217;investitura ufficiale ad Head of Marketing, dipartimento che in realtà guida già dal maggio 2011. Innanzitutto, qual è la parola chiave per la vostra funzione in questo momento?</strong><br />
Parto dall’ultima domanda, la parola chiave per noi è ancora “Trasparenza” e non potrebbe essere diversamente per una società che oltre ai mercati listati, dà accesso anche ai mercati OTC. Siamo stati i primi a pubblicare i nostri volumi sul trading di CFD, la posizione aggregata dei nostri clienti di Opzioni su Forex e stiamo lanciando uno strumento che mostra le correlazioni tra gli andamenti degli incroci valutari.</p>
<p><strong><a href="http://www.profumodicarriera.it/wp-content/uploads/2012/05/bono_saxo_post.jpg"><img class="alignleft  wp-image-5709" title="bono_saxo_post" src="http://www.profumodicarriera.it/wp-content/uploads/2012/05/bono_saxo_post-200x300.jpg" alt="" width="180" height="270" /></a>Che imprinting intende dare al suo team di lavoro per i prossimi mesi?</strong><br />
L’obiettivo del nostro team di lavoro nel 2012 è la promozione della formazione finanziaria. Il potenziale di un mercato finanziario è proporzionale al livello di formazione dei soggetti che lo compongono, quindi la nostra attività deve concentrarsi sulla formazione continua. Per questo Saxo Bank Italia ha realizzato una guida gratuita al forex e alle tecniche di trading alla quale seguiranno altri due volumi liberamente scaricabili dal nostro sito.</p>
<p><strong>Ha fissato degli obiettivi &#8211; sia quantitativi che qualitativi &#8211; da raggiungere nel breve e nel lungo periodo? L&#8217;anno scorso avete più che raddoppiato i risultati di business sul territorio italiano: ritiene sia un traguardo ripetibile anche nel 2012?</strong><br />
Saxo Bank Italia si è data un target di crescita annuale importante rispetto al risultato 2011, sia in termini di clienti che di fatturato. Relativamente alla Brand Awareness, abbiamo immensi spazi di crescita ed il risultato dello scorso anno è assolutamente alla nostra portata. Il settore del trading e degli investimenti online sta crescendo, soprattutto grazie alla semplificazione delle piattaforme e all’aumento degli <em>skill</em> informatici della popolazione italiana. Il risultato del 2011 ci ha inoltre permesso di concentrarci maggiormente su altre linee di business oltre al segmento Retail. L’ufficio marketing sta realizzando importanti progetti per la promozione del business Istituzionale e Corporate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="shr-publisher-5698"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.profumodicarriera.it%2F2012%2F05%2Furso-dambrosio-bono-saxo-bank-italia%2F' data-shr_title='Tris+d%27assi%3A+ecco+i+giovani+manager+di+Saxo+Bank+Italia'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Più &#8220;etica&#8221; e &#8220;trasparenza&#8221;: Sapigni alla guida di Site</title>
		<link>http://www.profumodicarriera.it/2012/04/maria-grazia-sapigni-site-italy/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 15:31:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli esigentissimi. Mica perché sono inflessibili o, peggio, intolleranti. No, il nuovo direttivo di Site Italy chiede soltanto “etica” e “trasparenza” in un settore, quello degli eventi motivazionali e d&#8217;incentivazione, che ha bisogno di vederci più chiaro: «Organizzeremo molti incontri di  approfondimento, per soci e non, col fine di discutere in particolare dell’argomento “gare” &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.profumodicarriera.it%2F2012%2F04%2Fmaria-grazia-sapigni-site-italy%2F' data-shr_title='Pi%C3%B9+%22etica%22+e+%22trasparenza%22%3A+Sapigni+alla+guida+di+Site'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.profumodicarriera.it/wp-content/uploads/2012/04/sapigni_site_post.jpg"><img class="alignleft  wp-image-5686" title="sapigni_site_post" src="http://www.profumodicarriera.it/wp-content/uploads/2012/04/sapigni_site_post.jpg" alt="" width="211" height="317" /></a>Gli esigentissimi. Mica perché sono inflessibili o, peggio, intolleranti. No, il nuovo direttivo di <strong>Site Italy</strong> chiede soltanto “etica” e “trasparenza” in un settore, quello degli eventi motivazionali e d&#8217;incentivazione, che ha bisogno di vederci più chiaro: «Organizzeremo molti incontri di  approfondimento, per soci e non, col fine di discutere in particolare dell’argomento “gare” &#8211; commenta <strong>Maria Grazia Sapigni</strong>, nominata <strong>Presidente</strong> di Site per il nostro Paese – È una corda che fa male e già da giugno vorremmo interrogarci su quali siano i criteri per l’aggiudicazione degli appalti nel nostro settore e, soprattutto, darci risposte soddisfacenti». Da qui la necessità di chiedere di più ai propri professionisti, ma soprattutto all&#8217;esterno dell&#8217;associazione, ovvero a partner e clienti. Del resto, l&#8217;Europa ci guarda, come testimonia l&#8217;incarico di chairwoman e responsabile education che la Sapigni ricoprirà nel prossimo Site Emea di Berlino: «Faremo “sentire” la presenza italiana – conferma la diretta interessata – In qualità e quantità».</p>
<div><strong>Dottoressa Sapigni, il nuovo Consiglio direttivo di Site Italy che indirizzo intende dare all&#8217;associazione?</strong><br />
Oggi il capitolo di italiano di Site &#8211; che, ricordo, è un&#8217;associazione internazionale &#8211; racchiude per la prima volta tutta la “filiera” dell’organizzazione: abbiamo, infatti, la fortuna di annoverare tra i nostri partners hotel e resort, agenzie, linee aeree, convention bureau, etc. Grazie a questa varietà di attori possiamo approfondire e divulgare una maggiore quantità di informazioni, e dare quindi migliori risposte ai clienti.<strong>C&#8217;è una parola chiave per identificare la vostra mission? Quali saranno i suoi compiti in veste di Presidente?</strong><br />
La parola chiave che voglio sottolineare è sicuramente “etica”. Durante il mio anno di presidenza organizzeremo molti incontri di approfondimento, per soci e non, al fine di discutere in particolare dell’argomento “gare”: è una corda che fa male e già da giugno vorremmo interrogarci su quali siano i criteri per l’aggiudicazione degli appalti nel nostro settore e, soprattutto, darci risposte soddisfacenti. Mi sento in dovere di creare una rete all’interno dell’organizzazione ma, in qualche modo, aumentare anche l’apertura verso l’esterno: ad esempio, disponendo di un sito internet innovativo e sempre aggiornato ed implementando le attività sui social network, ormai fondamentali.<strong>Quale ritiene possa essere, oggi, il contributo del Capitolo italiano allo sviluppo globale di Site?</strong><br />
Site ha fissato un appuntamento importantissimo nei prossimi mesi: dal 18 al 20 giugno saremo, infatti, impegnati a Berlino per Site Emea, un appuntamento in cui tutte le delegazioni presenteranno i propri risultati. Sarà per me un onore ed un onere essere l’ambasciatrice del progetto italiano: vorrei ne uscissimo vincitori e che la nostra strategia venisse ampiamente condivisa.<br />
Dal canto nostro, ci stiamo impegnando per migliorare sotto molti aspetti. Intanto il sito dovrà perfezionare la sua struttura, in modo da permettere la massima fruibilità anche a potenziali clienti stranieri. Vorrei, inoltre, trasformare Site da associazione a network di espansione mondiale: so di non poter cambiare il mondo, ma vorrei dare ai soci gli strumenti e le informazioni necessarie per poter “osare”. Molto importante è anche la politica della sostenibilità degli eventi. Oggi li definiscono “eventi green”, ma noi vogliamo andare oltre. Approfondire i temi di sostenibilità, rispettare i lavoratori e dare i dovuti riconoscimenti: sono tutti valori che vorrei trasmettere a livello globale.<strong>Secondo lei, in quale ambito i nostri professionisti rappresentano il top, l’avanguardia a livello internazionale? Da che punto di vista, invece, siamo più indietro?</strong><br />
Flessibilità e creatività sono caratteristiche che ci contraddistinguono e che, in questa contingenza economica, sono l’essenziale. Quello in cui pecchiamo è sicuramente la collaborazione. Ed è proprio l&#8217;aspetto che vorrei migliorare. Ho la convinzione che una squadra coesa abbia davvero molto da dire: all’estero, ad esempio, i rapporti sono maggiormente improntati sulla trasparenza e si percepisce un ottimo spirito di collaborazione tra i diversi servizi. Voglio mettere sul tavolo tutte queste questioni e cercare di intrecciare il più possibile le relazioni commerciali e di amicizia: il mio scopo ultimo è quello di aprire un dialogo profondo per capire tutte le situazioni italiane ed avere sempre confronti costruttivi. In fondo si tratta di un “cerchio”: attraverso l’etica riusciremo ad ottenere dei migliori rapporti tra i professionisti e quindi definire i punti di collaborazione condivisi.</p>
</div>
<div class="shr-publisher-5681"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.profumodicarriera.it%2F2012%2F04%2Fmaria-grazia-sapigni-site-italy%2F' data-shr_title='Pi%C3%B9+%22etica%22+e+%22trasparenza%22%3A+Sapigni+alla+guida+di+Site'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Ornella Hugony</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 16:40:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[PEOPLE]]></category>

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		<description><![CDATA[“L’esperienza non si improvvisa”. Tutto sta nel capire qual è la strada giusta, per poi specializzarsi e sviluppare il proprio talento. Un messaggio che Ornella Hugony manda ai giovani italiani (cui non risparmia anche qualche bacchettata, a dire il vero), ma che, prima ancora, è il filo conduttore della sua avventura professionale. Grande appassionata di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.profumodicarriera.it%2F2012%2F04%2Fornella-hugony%2F' data-shr_title='Ornella+Hugony'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.profumodicarriera.it/wp-content/gallery/people/hugony_ornella_post.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://www.profumodicarriera.it/wp-content/gallery/people/hugony_ornella_post.jpg" alt="" width="238" height="358" /></a>“L’esperienza non si improvvisa”. Tutto sta nel capire qual è la strada giusta, per poi specializzarsi e sviluppare il proprio talento. Un messaggio che <strong>Ornella Hugony</strong> manda ai giovani italiani (cui non risparmia anche qualche bacchettata, a dire il vero), ma che, prima ancora, è il filo conduttore della sua avventura professionale. Grande appassionata di matematica e fisica, l&#8217;imprenditrice milanese ha dovuto presto rinunciare all&#8217;idea di diventare ricercatrice e si è concentrata sullo studio delle lingue, un settore ancora agli albori nei primi anni &#8217;70: la scuola per interpreti, un soggiorno all&#8217;estero, quindi il rientro in patria. E prima di fondare la sua società, <strong>Communication Trend Italia</strong>, anche un passaggio in un ufficio brevetti che le dà la possibilità non solo di incrementare le proprie conoscenze linguistiche, ma soprattutto di acquisire nuove competenze tecniche e giuridiche. Sì, perché – spiega la Hugony – «per fare una buona traduzione è fondamentale capire l’argomento ed utilizzare il linguaggio appropriato». Questo il cardine su cui ha costruito le fortune di CTI, un sinonimo di garanzia nel settore linguistico con i suoi quasi 40 anni di onorato servizio. Lo dicevamo poco fa: l&#8217;esperienza non si improvvisa. Parola di chi ne ha da vendere.</p>
<p><strong>Dottoressa Hugony, quando e come ha inizio la sua storia imprenditoriale È stata una passione personale a spingerla verso il mondo delle traduzioni e dell&#8217;interpretariato?</strong><br />
Il mio ingresso nel mondo delle traduzioni e dell’interpretariato più che per passione è stato guidato dal senso pratico. La mia vera passione è sempre stata – ed è tuttora – la ricerca in ambito matematico e fisico, ma, al termine degli studi liceali, i miei insegnanti mi dissero chiaramente che non avrei avuto alcuna possibilità di emergere nella ricerca perché campo a forte connotazione maschile. Mi sono, quindi, orientata allo studio delle lingue che, in quegli anni, erano un settore agli albori. La scuola per interpreti e poi un soggiorno all’estero sono stati la mia preparazione. Rientrata in Italia, prima di intraprendere un’attività mia, ho fatto esperienza in un ufficio brevetti che mi dava la possibilità non solo di incrementare le mie conoscenze linguistiche, ma soprattutto di acquisire nuove competenze tecniche e giuridiche: le traduzioni dei brevetti sono particolarmente complesse perché fanno riferimento a prodotti e oggetti che ancora non esistono.</p>
<p><strong>Che descrizione darebbe del mercato dei servizi linguistici ai suoi esordi?</strong><br />
Quando ho avviato la mia attività nel 1973, il mondo della traduzione era molto diverso da com&#8217;è oggi. Era raro trovare in azienda persone che conoscessero bene almeno una lingua straniera e il “traduttore” era la segretaria che traduceva la corrispondenza estera e una figura equiparabile alla nostra attuale hostess. La mia idea era, invece, diversa. Ritenevo che la comunità tecnica, scientifica ed economica sarebbe diventata sempre più “globale”, per cui la necessità di scambi di conoscenza avrebbe richiesto professionalità e competenze specifiche, fondamentali allora come oggi.</p>
<p><strong>Immaginiamo che nel corso degli anni si siano evoluti sia la sua attività che il contesto competitivo attorno. Ci può fare una sorta di descrizione in parallelo di questo cammino? Chi è andato più veloce&#8230;?</strong><br />
Nel nostro settore l’evoluzione ha seguito di pari passo le innovazioni tecnologiche e quelle legate all’economia. In principio era maggiormente noto il francese, la lingua della diplomazia; poi ha sempre più preso piede l’inglese, la lingua del business. Questo è successo, a mio avviso, in considerazione dell’emergere di nuove realtà produttive internazionali: il Giappone ne è un chiaro esempio. Lo sviluppo tecnologico e i prodotti hi-tech che ha iniziato ad esportare hanno cambiato gli equilibri linguistici spostandoli sulla lingua che, in quel momento, era quella che parlava chi acquistava: l’inglese.<br />
Rispetto al contesto competitivo posso dire, con un po’ di orgoglio, che la società che ho fondato, CTI Communication Trend Italia, ha saputo sempre guardare avanti, anticipare le evoluzioni del mercato, introdurre innovazioni, intuendo le potenzialità di nuovi strumenti tecnologici. Siamo stati, ad esempio, la prima agenzia di traduzione ad acquistare, nel 1984, un terminale grafico con stampante laser che permetteva di comporre testo ed immagini. In questo modo siamo riusciti ad acquisire una nuova fetta di mercato, fornendo un servizio a clienti esterni, ma anche alle altre agenzie di traduzione che non avevano capito le potenzialità dello strumento. Oggi lo diamo per scontato ma, nel 1984, era davvero rivoluzionario poter realizzare un catalogo prodotti con immagini utilizzando un solo strumento e poterlo aggiornare senza rifare l’intera impaginazione tipografica.</p>
<p><strong>Oggi, dunque, quali sono le parole chiave per CTI?</strong><br />
Il nostro motto è “L’esperienza non si improvvisa”, quindi le nostre tre parole chiave sono competenza, professionalità e aggiornamento. Aggiungo anche onestà, che io do sempre per scontata ma che i miei collaboratori e clienti mi fanno presente essere oggi merce rara.</p>
<p><strong>Che tipo di formazione fornite ai vostri traduttori e, dall&#8217;altro lato, che garanzie offrite ai vostri clienti?</strong><br />
I nostri traduttori sono persone già perfettamente formate non solo nella conoscenza di una o più lingue, ma anche nella materia oggetto di traduzione. La formazione che offriamo loro è di tipo tecnologico, affinché siano in grado di utilizzare i diversi strumenti informatici. Per coloro che desiderano acquisire competenze in un particolare settore merceologico abbiamo istituito dei Master di Specializzazione: corsi tenuti da docenti universitari, ricercatori e professionisti. I nostri master di specializzazione in economia e finanza, medicina e farmacologia, informatica e localizzazione prima insegnano la materia e solo successivamente la terminologia specifica per la traduzione: per fare una buona traduzione è fondamentale capire l’argomento ed utilizzare il linguaggio appropriato.<br />
Questo è un aspetto che oggi, purtroppo, è molto poco “capito”. La tendenza di alcuni è quella di affidarsi ad un unico traduttore per qualunque cosa. Tuttavia, a mio avviso, se quando leggo un testo intuisco che è una traduzione, non è stato fatto un buon lavoro. La stessa Comunità Europea nei suoi bandi di concorso attribuisce un punteggio più alto ai laureati nella materia oggetto di bando anziché a chi ha la sola conoscenza linguistica (laureati in lingue).<br />
Ai nostri clienti offriamo la garanzia del massimo risultato possibile con le risorse a disposizione, considerati l’argomento, le lingue di traduzione, la difficoltà del testo e la tempistica. Ci proponiamo anche come un interlocutore unico in grado di risolvere i loro problemi e qualche volta individuare i loro bisogni anche quando, forse, non ne sono consapevoli.</p>
<p><strong>Qualche numero per inquadrare meglio la vostra realtà?</strong><br />
I nostri numeri? Abbiamo un database di oltre 3 mila traduttori accreditati&#8230;</p>
<p><strong>Le finalità di Unilingue, invece, quali sono?</strong><br />
Unilingue è un’associazione che si propone di mettere in comunicazione tra loro le diverse realtà che operano nel mercato della traduzione, favorendo lo scambio professionale. Come tutte le associazioni, cerca di mediare tra i diversi operatori fornendo indicazioni e linee guida deontologiche.</p>
<p><strong>In veste di vicepresidente dell&#8217;associazione, lei che obiettivi è chiamata a perseguire?</strong><br />
Il mio compito all’interno di Unilingue è quello di lavorare insieme ai miei colleghi per la visibilità e la credibilità di un settore che, in questo momento, non ne ha molta. Mi piacerebbe lavorare più a stretto contatto con le Università, affinché introducano elementi di innovazione nei programmi dei loro corsi. Mi batto da anni per questo.</p>
<p><strong>Brillante carriera la sua: grazie a quali doti personali è riuscita a realizzarla?</strong><br />
Il mio motto è “prima muoio e poi mi arrendo” e questa forza che ho dentro, questa grande convinzione che metto in tutte le cose che faccio mi ha sicuramente aiutata nello sviluppo della mia attività.</p>
<p><strong>Come donna, ritiene di aver dovuto faticare di più per riuscire ad imporsi a livello professionale?</strong><br />
Sì, come donna ho avuto molte difficoltà, non dico certo una cosa nuova, ma sono fermamente convinta che se una persona vale e ha quel qualcosa in più, ha il dovere di impegnarsi in misura ancora maggiore per emergere. Quando ho iniziato a lavorare avrei potuto scegliere un settore in cui le donne erano maggiormente favorite, per esempio l’insegnamento, ma ho preferito una strada che sentivo più mia e nella quale pensavo avrei potuto emergere. In quel momento storico in azienda da una donna ci si aspettava, fino a prova contraria, che non capisse e io ho faticato non poco per dimostrare che nei brevetti avevo competenze tecniche pari a quelle di un uomo.<br />
Oggi, però, mi sembra che siamo arrivati quasi all’estremo opposto: non mi piacciono molto le quote rosa come strumento per il cambiamento. Temo che, in qualche caso, possano favorire la scelta di donne incompetenti in posizioni di vertice. Forse la mia è un&#8217;utopia ma ho sempre lavorato premiando il merito e le capacità di una persona più che il suo sesso: l’importante, a mio avviso, è che una persona non pretenda di fare qualcosa per cui non ha né le capacità né le competenze.</p>
<p><strong>Un tassello che ancora le manca per completare il suo puzzle?</strong><br />
Per quanto mi riguarda non ho rimpianti o desideri nel cassetto. Ho sempre preso decisioni che ho portato avanti. Credo che l’indecisione o i rimpianti portino all’immobilismo&#8230;e forse anche ad una profonda insoddisfazione. Probabilmente quello che adesso vorrei è la certezza che i miei tre figli saranno felici nella loro vita. Qualunque cosa significhi per loro la felicità.</p>
<p><strong>Sappiamo che lei ha molto a cuore il futuro dei giovani. Crede che i talenti italiani possano emergere nel nostro Paese o consiglia loro di cercare fortuna all&#8217;estero?</strong><br />
Sì, forse fuoi dal nostro Paese è più facile per ragazzi eccezionalmente dotati emergere e “fare fortuna”. I miei figli hanno tutti studiato all’estero, ma poi sono rientrati in Italia dove hanno avviato attività imprenditoriali. E non credo sia stata una decisione dettata dal fatto che la loro famiglia è qui. Come dicevo prima, se hai le capacità e puoi fare la differenza, a mio avviso, hai anche il dovere di impegnarti ancora di più per emergere.</p>
<p><strong>Che messaggio si sente di mandare ai giovani in un momento non esattamente positivo per il mercato del lavoro?</strong><br />
Mi sento di dire loro che il successo si conquista con fatica e impegno. Io credo nella meritocrazia. Un lavoro qualificato e ben pagato non è un loro diritto per il solo fatto di aver frequentato l’Università. Su questo punto forse la scuola dovrebbe essere più esplicita, specie in questo momento di crisi per tutti, senza creare false aspettative. I giovani dovrebbero scegliere la strada che sentono propria, nella quale possono specializzarsi, nella quale hanno le capacità per sviluppare il proprio talento. Dovrebbero avere però, e concludo, anche l’umiltà di vedersi nel posto che è loro più confacente.</p>
<div class="shr-publisher-5670"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.profumodicarriera.it%2F2012%2F04%2Fornella-hugony%2F' data-shr_title='Ornella+Hugony'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Paracolli e vente-privee.com pronti ad un salto di qualità</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 15:06:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[DAILY]]></category>

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		<description><![CDATA[Un salto di qualità internazionale. Per replicare in Italia il successo già ottenuto a livello europeo: «Non solo nei numeri, ma anche nel rapporto con i brand», puntualizza Fabio Paracolli, nuovo Direttore Commerciale di vente-privee.com per il nostro Paese. Oltre 20 anni di esperienza maturati con alcuni dei più importanti brand nel settore denim, sportswear [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.profumodicarriera.it%2F2012%2F04%2Ffabio-paracolli-vente-privee%2F' data-shr_title='Paracolli+e+vente-privee.com+pronti+ad+un+salto+di+qualit%C3%A0'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.profumodicarriera.it/wp-content/gallery/daily/paracolli_venteprivee_post.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://www.profumodicarriera.it/wp-content/gallery/daily/paracolli_venteprivee_post.jpg" alt="" width="192" height="288" /></a>Un salto di qualità internazionale. Per replicare in Italia il successo già ottenuto a livello europeo: «Non solo nei numeri, ma anche nel rapporto con i brand», puntualizza <strong>Fabio Paracolli</strong>, nuovo <strong>Direttore Commerciale</strong> di<strong> vente-privee.com</strong> per il nostro Paese. Oltre 20 anni di esperienza maturati con alcuni dei più importanti brand nel settore denim, sportswear e fashion, Paracolli accetta la sfida con entusiasmo, convinto che la società leader delle vendite-evento online possa continuare il suo percorso di crescita in Italia, un mercato che definisce «strategico», data la presenza di grandi marchi internazionali. Per fare il salto di qualità europeo, però, bisognerà muovere le leve giuste: «La conoscenza del mercato, la corretta individuazione degli interlocutori e la capacità di ascoltarli per comprendere le loro necessità, rispondendo con soluzioni su misura ma legate al DNA aziendale – spiega Paracolli – E poi continuare a porsi delle domande, non dare mai niente per scontato e conservare una forte fiducia: sono certamente ulteriori elementi fondamentali su cui basare una strategia di successo».</p>
<p><strong>Dottor Paracolli, è da pochi giorni alla Direzione Commerciale di vente-privee.com : prima di tutto, ci aiuta ad inquadrare la realtà aziendale di cui entra a far parte?</strong><br />
vente-privee.com è il leader internazionale delle vendite-evento online, pioniere e creatore di questo modello di business già nel 2001. Siamo presenti in 8 Paesi in Europa e, da novembre 2011, anche negli USA in joint venture con American Express. Oggi il sito collabora con oltre 1.500 grandi marche e conta oltre 15 milioni di membri e si è affermato come vero e proprio media, con un traffico di circa 2,5 milioni di visitatori unici al giorno. Nel 2011 il fatturato globale è cresciuto a doppia cifra: 1,1 miliardi di euro, +11%, realizzando 4.350 vendite-evento.</p>
<p><strong>L&#8217;Italia come si inserisce in questo contesto globale?</strong><br />
Nel nostro Paese il sito è stato aperto nel 2008, ma è nel 2010 con l’arrivo di Andreas Schmeidler (Country Sales Manager Italia, leggi la sua intervista <strong><a href="http://www.profumodicarriera.it/2010/06/country-sales-manager-andrea-schmeidler/">qui</a></strong>) che è iniziato un percorso specifico di sviluppo del mercato italiano e della filiale di Milano, percorso di crescita che ha portato il sito ad avere oggi in Italia 1 milione di membri e a realizzare nel 2011, 507 vendite (+39%) per oltre 1 milione di prodotti venduti.<br />
L’Italia è, dunque, un Paese strategico grazie alla presenza di grandi marchi internazionali – basti pensare all’importanza nel mondo del “Made in Italy” – e collaboriamo oggi con oltre 250 marche partner italiane di cui oltre il 90% viene venduto a livello internazionale. Coerenti con il nostro DNA, i brand sono infatti il nostro primo cliente, con cui lavoriamo a stretto contatto per fornire servizi sempre più integrati e completi che vanno ben oltre il destocaggio.</p>
<p><strong>La sua attività su quali prodotti e mercati si concentrerà? Gli obiettivi sono già fissati?</strong><br />
Dal 2010 a oggi il team dedicato al sito italiano è cresciuto e si è strutturato per rispondere al meglio ai nostri obiettivi e al contesto locale. La mia missione è quella di partecipare allo sviluppo del mercato e delle attività di vente-privee.com in Italia, sotto la guida di Andreas Schmeidler. e di coordinare, in modo coerente e sinergico con le linee guida, il team commerciale italiano. Una squadra composta da oltre 20 figure di grande esperienza che lavorano presso la nostra filiale di Milano, a cui si aggiunge il team commerciale italiano basato negli Headquarters di Parigi.<br />
Nello specifico, si tratta di mettere in atto le strategie e le tattiche più efficaci per lo sviluppo verticale dei settori già presenti, a cui si affianca lo sviluppo dei nuovi settori – anche quelli non prettamente collegati al concetto di stock, come il ticketing, i viaggi o il vino – ed i nuovi servizi, come ad esempio Rosedeal, che permette di creare traffico sul retail tradizionale o sull’e-commerce di una marca.<br />
Inoltre, dovremo garantire un livello sempre maggiore di “vicinanza” e di ascolto nei confronti delle nostre marche partner, che corrisponde a un servizio di qualità sempre maggiore nei confronti di esse e allo stesso tempo genera vendite-evento e contenuti sempre più ricchi e sorprendenti per i nostri membri.</p>
<p><strong>Dunque, quale sarà la sfida maggiore per i prossimi mesi?</strong><br />
La sfida principale è quella di replicare il successo internazionale di vente-privee.com anche in Italia: non solo nei numeri, ma anche nel rapporto con i brand. La risposta dei nostri membri ci conferma che stiamo lavorando nella giusta direzione.</p>
<p><strong>Avendo molti anni di esperienza commerciale alle spalle, con che spirito affronta questa nuova esperienza?</strong><br />
Il mio percorso professionale mi ha portato, in oltre 20 anni di esperienza, a dirigere a livello commerciale alcuni dei più importanti brand italiani ed internazionali di produzione e distribuzione nel settore denim, sportswear e fashion, sviluppando per essi la strategia commerciale e la tattica locale per l’espansione del mercato italiano ed estero e coordinando la forza vendita.<br />
Affronto questa nuova esperienza con grande entusiasmo: per me è motivo di forte soddisfazione entrare a far parte di un’azienda leader e profondamente innovatrice, e che ha nel suo DNA forti valori per garantire la massima qualità alle marche ed ai suoi membri. Sono felice di poter metter a frutto la mia esperienza orientandola verso un orizzonte nuovo, motivando e cogliendo insieme al team italiano le nuove sfide, trasmettendo una genuina curiosità nel porsi ogni giorno le domande a cui trovare una risposta efficace e soddisfacente.</p>
<p><strong>In un settore competitivo come è quello delle vendite on line oggi, quali sono le leve del successo per chi si occupa della Direzione Commerciale?</strong><br />
Le leve del successo sono la conoscenza del mercato, la corretta individuazione degli interlocutori e la capacità di ascoltarli per comprendere le loro necessità, rispondendo con soluzioni su misura ma legate al DNA aziendale. Individuare il punto di incontro fra l’esigenza dell’interlocutore e l’offerta di vente-privee.com creando collaborazioni dinamiche, strette e concrete in un contesto B2B2C di reciproca soddisfazione. E poi continuare a porsi delle domande, non dare mai niente per scontato e conservare una forte fiducia: sono certamente ulteriori elementi fondamentali su cui basare una strategia di successo.</p>
<p><strong>Le caratteristiche che differenziano vente-privee.com dalle aziende concorrenti?</strong><br />
L’unicità di vente-privee.com deriva certamente, in primo luogo, dalla sua storia e dalla visione del suo Presidente Jacques-Antoine Granjon che, insieme ai suoi associati, ha alle spalle oltre 27 anni di esperienza nel servizio alle marche per la gestione delle giacenze. Un’esperienza che ha portato, 11 anni fa, alla nascita del sito che è stato il pioniere e creatore delle vendite evento-online.<br />
L&#8217;azienda, dunque, pone al centro il rapporto con le marche partner, con cui collabora direttamente per proteggere e valorizzare al meglio la loro immagine e quella dei loro prodotti, realizzando un canale di distribuzione alternativo. Inoltre, tutte le funzioni per la creazione e gestione della vendita vengono realizzati all’interno dell’azienda: non solo il rapporto diretto con i brand, dunque, ma anche la produzione della vendita, la creatività (grazie alle nostra Digital Factory, 1° centro di produzione audio-visiva in Europa), la logistica, il servizio clienti e le analisi di marketing a disposizione per fornire un feedback strategico al termine della vendita. A questo si aggiunge la Digital Commerce Factory, che fornisce alle aziende una consulenza strategica e operativa in ambito di e-commerce ed m-commerce, mettendo a frutto tutta l‘expertise ed l’eccellenza nelle varie funzioni. Un modello di business in continua evoluzione, unico e vincente di tipo B2B2C, dove i membri sono anch’essi al centro, e rappresentano la conseguenza logica di un lavoro di estrema qualità ed attenzione realizzato con le marche, per offrire vendite-evento capaci di realizzare un’esperienza d’acquisto della massima qualità in ogni suo aspetto.</p>
<div class="shr-publisher-5657"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.profumodicarriera.it%2F2012%2F04%2Ffabio-paracolli-vente-privee%2F' data-shr_title='Paracolli+e+vente-privee.com+pronti+ad+un+salto+di+qualit%C3%A0'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Dynamic Events sfida la crisi con la coppia Nobile-Rolle</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 16:02:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.profumodicarriera.it%2F2012%2F04%2Fantonella-nobile-elena-rolle-dynamic-events%2F' data-shr_title='Dynamic+Events+sfida+la+crisi+con+la+coppia+Nobile-Rolle'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Flessibilità, creatività e un occhio (anche due) ai costi. Non è un momento semplice per chi si occupa di organizzare eventi: le aziende-committenti, colpite dalla crisi, devono stringere i cordoni della borsa e chiedono agli operatori del settore qualità a prezzi concorrenziali. È con questa consapevolezza che oggi <strong>Dynamic Events</strong> – consorzio di società operanti nell&#8217;ambito dei servizi per eventi – affida<strong> Antonella Nobile</strong> l&#8217;incarico di <strong>Project Manager</strong> e ad <strong>Elena Rolle</strong> quello di <strong>Coordinatore Commerciale</strong>. C&#8217;è da fare i conti con la crisi, insomma, ma c&#8217;è anche l&#8217;entusiasmo di chi inizia una nuova sfida. E non vuole assolutamente perderla.</p>
<p><strong><a href="http://www.profumodicarriera.it/wp-content/gallery/daily/nobile_dynamicevents_post.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://www.profumodicarriera.it/wp-content/gallery/daily/nobile_dynamicevents_post.jpg" alt="" width="256" height="170" /></a>Dottoressa Nobile, possiamo definire con precisione le sue mansioni come nuovo Project Manager di Dynamic Events? Di che spinta necessita l’azienda in questo momento di crisi generale e quale potrà essere il suo contributo?</strong><br />
Come Project Manager seguo la creazione e l&#8217;ideazione di nuovi progetti ed eventi che Dynamic Events organizzerà e promuoverà sul territorio italiano, come è stato per il Dynamic Events Test Show tenutosi a Firenze nel novembre scorso. Tutti noi soci del consorzio vogliamo fornire servizi non solo di alto profilo professionale, ma anche creativo e con una spiccata attenzione ai costi. Questi sono sicuramente fattori sensibili nella gestione e creazione di un evento in un periodo così difficile per le aziende.</p>
<p><strong>Da sempre il settore degli eventi è il suo mondo. Ma qual è il plus che aggiunge personalmente per riuscire al meglio nel suo lavoro? In questo campo, quali sono i fattori che fanno di un buon evento, un evento perfetto?</strong><br />
Penso che il fattore fondamentale per organizzare al meglio un evento sia la flessibilità, partendo sempre dal presupposto che il cliente non fa mai richieste assurde: semplicemente si rivolge a un professionista proprio per poter gestire al meglio le situazioni assurde che possono emergere nella realizzazione di un evento.</p>
<p><strong>Quanto aiuta l&#8217;esperienza in tal senso?</strong><br />
L&#8217;esperienza mi aiuta a non perdere mai la calma e a pensare velocemente a una soluzione al problema senza dover coinvolgere direttamente il cliente ed evitare di alimentare qualsiasi criticità.</p>
<p><strong><a href="http://www.profumodicarriera.it/wp-content/gallery/daily/rolle_dynamicevents_post.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://www.profumodicarriera.it/wp-content/gallery/daily/rolle_dynamicevents_post.jpg" alt="" width="130" height="210" /></a>Dottoressa Rolle, ha da poco sostituito Antonella Nobile nel ruolo di Coordinatrice Commerciale di Dynamic Events. Quali saranno i primi passi che muoverà con il nuovo incarico? Seguirà il sentiero già tracciato dalla collega o introdurrà novità sostanziali?</strong><br />
Orgogliosa ed entusiasta per questo nuovo incarico, non abbandonerò certo il percorso egregiamente costruito dalla dottoressa Nobile, i cui risultati sono a tutti noti. Le strategie e le attività che andrò a svolgere saranno, dunque, funzionali e integrate a quanto già fatto sinora. Ottimizzando il passaggio di consegne mi impegnerò, nel contempo, ad apportare ulteriori elementi di crescita per il consorzio, come la promozione web e la presenza sui social network.</p>
<p><strong>La sua carriera è stata una &#8220;scalata&#8221; tra ruoli sempre più rilevanti: ci racconta i passaggi più significativi di questa ascesa? Le sue prime esperienze professionali che insegnamenti le hanno lasciato in eredità?</strong><br />
La mia carriera è stata caratterizzata da piccoli passi, percorsi con curiosità, con l&#8217;ambizione di raggiungere sempre nuovi traguardi, mettendo alla prova le mie potenzialità, confrontandomi e imparando da chi aveva maggiori e diverse esperienze professionali. Il comune denominatore, fra i differenti ruoli che ho rivestito, è stato senza dubbio la passione per il lavoro che stavo svolgendo. Il mio bagaglio professionale contiene errori, gratificazioni, momenti di certezze come di dubbio, insegnamenti preziosi di professionisti con i quali ho avuto la fortuna di lavorare.<br />
Sono approdata al mondo degli eventi grazie alla fiducia dei miei attuali titolari, Marco Sorbo e Francesco Franzé della Modo Promotion. La stessa fiducia riconosciutami oggi da Dynamic Events nel ruolo di Coordinatrice Commerciale del consorzio.</p>
<p><strong>Da quale punto di vista si aspetta di poter migliorare di più grazie all&#8217;incarico attuale?</strong><br />
Questo incarico non potrà che offrirmi stimoli ancora maggiori nella scoperta di una realtà entusiasmante e stimolante come quella dei servizi per eventi speciali. Una nuova opportunità che accolgo con la certezza di un grande arricchimento professionale e umano.</p>
<div class="shr-publisher-5643"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.profumodicarriera.it%2F2012%2F04%2Fantonella-nobile-elena-rolle-dynamic-events%2F' data-shr_title='Dynamic+Events+sfida+la+crisi+con+la+coppia+Nobile-Rolle'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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