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	<title>Profumo di Carriera &#187; manager</title>
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	<description>Il magazine online per chi non vuole fermarsi nel lavoro</description>
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		<title>Enrico Frizzera</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 08:20:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[DIREZIONE GENERALE]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.profumodicarriera.it%2F2009%2F04%2Fenrico-frizzera%2F' data-shr_title='Enrico+Frizzera+'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a class="thickbox" href="http://www.profumodicarriera.it/wp-content/gallery/people/frizzera_enrico_gruppomanni_post.gif"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://www.profumodicarriera.it/wp-content/gallery/people/frizzera_enrico_gruppomanni_post.gif" alt="frizzera_enrico_gruppomanni_post.gif" width="343" height="238" /></a>E’ stato insignito del titolo di “Laureato dell’Anno 2007 – Una carriera eccellente” da parte dell’Alvec, l’Associazione laureati in economia dell’Università di Verona. A fianco di manager del calibro di Bauli e Veronesi (Calzedonia), compare quello di <strong>Enrico Frizzera</strong>, che dal 2002 è <strong>Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo Manni Hp</strong>. Veronese doc, Enrico Frizzera ha da poco compiuto 45 anni, è sposato e ha due figli. Precedentemente ha lavorato per 18 anni nella Società Cattolica di Assicurazione risalendo per step tutti i gradini della carriera, fino ad assumere il ruolo di Condirettore Generale della controllata Cattolica Aziende e riorganizzazione della Direzione Tecnica di Duomo e Maeci.</p>
<p><strong>Dott. Frizzera, nel 2007 ha ottenuto un importante riconoscimento dall’Alvec. Ci racconta?<br />
</strong>Nel 2007 ho ottenuto il titolo di “Laureato dell’Anno 2007 – Una carriera eccellente”. E sono onorato di aver ricevuto questo premio e di essere citato assieme a personaggi importanti, quali Bauli e Veronesi. Con questo riconoscimento l’Associazione Laureati in Economia dell’Università di Verona premia personaggi che vivono un’esperienza professionale di eccellenza e li riporta per un giorno nella sede universitaria che li aveva visti studenti. Si tratta di un’occasione per offrire ai giovani neolaureati un’opportunità di confronto e utili stimoli per la carriera. Io mi sono laureato in Economia e Commercio all’Università di Verona nel 93, discutendo una tesi in Economia e Finanza delle Imprese di Assicurazione.</p>
<p><strong>Poi, per ben 18 anni, ha lavorato in Società Cattolica di Assicurazione, percorrendo la faticosa strada della carriera fino a raggiungerne i vertici. Ce ne vuol parlare?</strong><br />
Dal 1984 al 2002 ho lavorato in Cattolica Assicurazione. Ho cominciato nell’84, gestendo numerosi progetti con i principali consulenti (McKinsey, Ernst &amp; Young, Roland Berger, Credit Suisse e altri), sia su temi di Organizzazione che di Merger &amp; Acquisitions. Poi per dieci anni sono stato Responsabile underwriting e liquidazione sinistri e marine. Dal 94 al 95 ho esercitato il ruolo di Responsabile del Servizio Soci, staff di Direzione Generale con l’obiettivo di riorganizzazione. Nel 95 sono stato nominato Dirigente, Responsabile Direzione Amministrativa, con l’obiettivo di riorganizzazione. Nel 98 sono diventato Vicedirettore, Responsabile della Direzione Amministrativa e della Direzione Risorse Umane e Organizzazione. Mentre nel 2000 ero Condirettore, Responsabile della Direzione Tecnica, della Direzione Riassicurazione ed Estero. E sempre nello stesso anno ho assunto la funzione di Direttore, mantenendo i medesimi incarichi sulla Capo Gruppo, con l’aggiunta della riorganizzazione della Direzione Tecnica delle neo-acquisite Duomo e Maeci. L’anno successivo, nel 2001, sono diventato infine Condirettore Generale della controllata Cattolica Aziende e riorganizzazione della Direzione Tecnica di Duomo e Maeci (con sede di lavoro a Milano).</p>
<p><strong>Quali sono state le sue carte vincenti?<br />
</strong>Il segreto per fare carriera è avere una grande motivazione &#8220;al nuovo&#8221; e non spaventarsi mai davanti al cambiamento o alle difficoltà. A me ha aiutato molto la passione nella Gestione delle Risorse Umane; è un ambito nel quale non si finisce mai di imparare. Ma anche la disponibilità a trasferirsi e a confrontarsi con ambienti e culture diverse, senza formalizzarsi sul tipo d&#8217;incarico. Del resto da qualche parte bisogna pur iniziare! Io mi sono diplomato in ragioneria e dopo la laurea in Economia e Commercio – come raccontavo – ho iniziato a lavorare come liquidatore di sinistri in una compagnia di Assicurazioni. Esattamente come il ragioniere Ugo Fantozzi … Allora non avrei potuto immaginare e nemmeno sperare di arrivare dove sono!</p>
<p><strong>Secondo lei, quali sono i requisiti professionali e personali indispensabili per fare carriera? Quali consigli si sentirebbe di dare a chi volesse perseguire una carriera simile alla sua, fino ad arrivare ai vertici aziendali?<br />
</strong>Bisogna possedere una infinita curiosità intellettuale, rivolgere una particolare attenzione al contesto aziendale in cui si opera e avere una generosa dose di disponibilità. A mio avviso, non è positivo cambiare spesso azienda. Se si vuole fare carriera, l’importante è scegliere una realtà che offra ai propri collaboratori la possibilità di crescita. E, per vedere più ambiti, l’ideale all’inizio è lavorare in una Società di Consulenza o di Revisione, per una Agenzia di Lavoro Temporaneo, o all’interno di un grosso Gruppo Aziendale. A livello caratteriale poi, è indispensabile avere una grande flessibilità e motivazione. Questo è ciò che mi sentirei di dire ai neolaureati che vogliono intraprendere questa carriera.<br />
Mentre a coloro che già rivestono un ruolo, consiglierei di cambiare più funzioni all’interno della stessa azienda, con coerenza ovviamente e senza spaventarsi mai. Tenendo presente che, dopo qualche anno di lavoro, è bene interrogarsi sulle proprie attitudini, sui punti di forza e di debolezza, per intraprendere la via del miglioramento e sviluppare capacità di visione e strategie.</p>
<p><strong>E come si può fare per avere un riscontro oggettivo sui propri punti di forza e di debolezza?</strong><br />
All’interno del Gruppo Manni, per avanzamenti di carriera, organizziamo Assessment individuali con psicologi del lavoro. Servono per verificare le attitudini e le capacità sviluppate e quelle nascoste. Nonché per scoprire le inclinazioni dei collaboratori, candidati a ricoprire una posizione di rilievo. Se l’azienda nella quale si lavora non li organizza, consiglio a tutti di farli comunque a proprie spese, dopo 4 o 5 anni di lavoro. Secondo la mia esperienza, sono strumenti molto validi, davvero affidabili. Dopo l&#8217;Assessment, l’azienda promuove anche il coaching individuale con consulenti esterni o interni. Queste sessioni di coaching servono per offrire ai collaboratori, che vogliono crescere professionalmente, gli indirizzi per ottimizzare i punti di forza e limitare le debolezze. In pratica, ogni collaboratore porta ai coach alcuni casi aziendali concreti, che non sono andati a buon fine. I coach analizzano i vari casi ed elargiscono consigli e indirizzi guida.</p>
<p><strong>Mi pare di capire che nel Gruppo Manni ci sia una attenzione particolare ai lavoratori e allo sviluppo del loro potenziale …</strong><br />
E’ così infatti. E non poniamo una cura particolare solo ai piani di sviluppo, ma in Manni c’è anche una forte attenzione alla politica retributiva! La busta paga può crescere anche del 25-30% e non solo per i manager, ma anche per profili più bassi, specie se commerciali. Questa strategia serve per invogliare le persone a dare sempre il massimo e a sentirsi partecipi.<br />
In azienda poi si punta molto alla condivisione delle conoscenze, per questo si sono adottate tutte le tecnologie utili allo scopo: BlackBerry, un sistema di videoconferenze e connessione costante. Il Gruppo Manni, oltre ad essere una impresa eticamente corretta specie nella gestione delle Risorse Umane, è infatti estremamente all’avanguardia anche dal punto di vista tecnologico.</p>
<p><strong>In che termini si dispiega questa eticità nella gestione delle risorse umane? Quali sono i principi etici del Gruppo Manni?</strong><br />
A capo del Gruppo ci sono imprenditori seri, che non adottano una “finanza speculativa”. Sono presenti a livello di controllo, ma l’azienda viene gestita nel quotidiano dai manager. E’ un ottimo connubio di competenze e professionalità che dà gas all’azienda e la mette in pista sulla strada della crescita. Il Gruppo Manni ha sposato anche un pentagono di valori: <a class="thickbox" href="http://www.profumodicarriera.it/wp-content/gallery/people/frizzera_enrico_pp.gif"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://www.profumodicarriera.it/wp-content/gallery/people/frizzera_enrico_pp.gif" alt="frizzera_enrico_pp.gif" width="259" height="194" /></a>partecipazione (dei collaboratori); fiducia (dei soci); stabilità (dei fornitori); fedeltà (del cliente); cooperazione (delle Istituzioni). Valori in cui crede e che mette in atto nel quotidiano.<br />
Le risorse umane sono gestite con grande etica: fin dalle selezioni, individuiamo collaboratori da inserire in modo stabile in azienda. Cerchiamo di dare loro prospettive e futuro. Per non parlare poi degli operai specializzati, a cui praticamente “curiamo barba e capelli”! La nostra azienda è leader nella produzione di acciai strutturali, realizziamo travi, tubi e pannelli isolanti in acciaio. Il nostro è un settore particolare, dove perdere una risorsa umana già formata sarebbe un problema. Sono infatti conoscenze difficili da replicare, e la formazione comunque richiederebbe tempi lunghissimi. Per questo motivo, fin dalla selezione poniamo particolare cura nell’offrire al collaboratore uno sviluppo coerente con le attitudini e le abilità che manifesta. E nel gestire le risorse proponiamo sempre uno sviluppo di carriera, un percorso che disegniamo fin dall’inizio della collaborazione. Per questo all’interno dell’azienda abbiamo due persone dedicate solo alla selezione e ai piani di sviluppo. Tra le diverse sedi aziendali c’è omogeneità di intenti e metodiche nella gestione del personale. Una volta al mese, il Consiglio della Capo Gruppo – di cui sono Amministratore Delegato e Direttore Generale, fin dal 2002 – viene informato consuntivamente sulla situazione del personale di tutte e 20 le sedi aziendali. A mio modo di vedere, l’etica del Gruppo traspare proprio da questa gestione molto attenta allo sviluppo delle risorse umane.</p>
<p><strong>Cosa l’ha spinta al cambiamento, dopo 18 anni che lavorava in Cattolica Assicurazioni?<br />
</strong>Mi ero sempre occupato del settore dei Servizi, avevo voglia di esplorare anche quello industriale. E poi mi affascinava l’idea di entrare nel Gruppo Manni, a fianco della Proprietà, per accompagnare il passaggio generazionale da padre a figlio, iniziato già nel 2000 con una mirata ristrutturazione. In quel momento storico il Gruppo passava da una gestione più familiare e nazionale ad una manageriale e internazionale. Tra l’altro stavano avvenendo anche acquisizioni per fusione. E questi erano tutti elementi molto stimolanti, che mi hanno indotto al cambiamento. Sul fronte organizzativo e della gestione risorse umane, dovevano essere studiati e attuati dei “piani di crescita” in un’ottica di sviluppo delle risorse. Dal 2001 ad oggi siamo infatti passati da 300 a 1.000 dipendenti e da 11 a 20 sedi aziendali, cui si sommano i 2 stabilimenti produttivi all’estero, in Spagna e Romania.</p>
<p><strong>E’ contento della scelta? Consiglierebbe a un neolaureato di intraprendere la sua carriera? A quali rinunce si va incontro?<br />
</strong>Per me è estremamente gratificante lavorare nel settore industriale, più di quanto lo sia stato operare in una Società di Servizi. Nell’industria è richiesta una rapidità decisionale che impegna moltissimo. Ma i risultati sono gratificanti e regalano grandissime soddisfazioni.<br />
Il mio è un lavoro affascinante, ma che richiede grandissima flessibilità e disponibilità. Si lavora dalle 12 alle 14 ore al giorno, anche il sabato e la domenica se gli impegni lo richiedono. Bisogna imparare a “staccare la spina sul breve”, e fare il pieno di energie nei pochi momenti disponibili. Direi che questa è una competenza che un Direttore Generale e un Amministratore Delegato devono avere, per non farsi inghiottire dallo stress.<br />
Le rinunce a cui si è costretti, sono tante. Io ho detto addio al mondo dell’associazionismo, allo sport, alla musica (suonavo la chitarra in un gruppo). Del resto, il tempo che non dedico al lavoro ho piacere di trascorrerlo con mia moglie e i miei due figli di 6 e 13 anni. L’importante è comunque raggiungere un buon equilibrio con sé stessi, fra rinunce e soddisfazioni, ed essere appagati.</p>
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