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	<title>Profumo di Carriera &#187; nigro</title>
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	<description>Il magazine online per chi non vuole fermarsi nel lavoro</description>
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		<title>Risorse Umane &#124; Antonio Nigro</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 15:20:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[RISORSE UMANE ORGANIZZAZIONE]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.profumodicarriera.it%2F2009%2F03%2Fantonio-nigro-riello%2F' data-shr_title='Risorse+Umane+%7C+Antonio+Nigro'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a class="thickbox" href="http://www.profumodicarriera.it/wp-content/gallery/people/nigro_antonio_riello_post.gif"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://www.profumodicarriera.it/wp-content/gallery/people/nigro_antonio_riello_post.gif" alt="nigro_antonio_riello_post.gif" width="190" height="220" /></a>Il ruolo del Direttore Risorse Umane è piuttosto eclettico. Egli deve saper spaziare tra competenze riguardanti la sfera della selezione, formazione e sviluppo; conoscenze tecnico-specialistiche in ambito economico-finanziario, nell’area logistico-produttiva e in quella giurisprudenziale. Deve avere altresì capacità comunicative e abilità negoziali. Ma in Italia, a differenza che in altri Paesi, non esiste un corso di laurea per diventare HR Manager. E allora che fare? Come acquisire queste competenze eterogenee, tutte in egual modo strategiche e indispensabili? Che corso di laurea, quali master, che corsi di formazione è bene frequentare? E ancora: quali corsi di aggiornamento sono strategici per mantenersi competitivi sul mercato del lavoro? Abbiamo cercato di capirlo assieme ad Antonio Nigro, neo Direttore Risorse Umane di Riello.</p>
<p><strong>Dottor Nigro lei ha 39 anni, e ha sempre lavorato nell’ambito delle Risorse Umane, prima in Adecco, quindi in Fiamm, poi in Bosch, di nuovo in Fiamm e oggi in Riello. Che formazione ha scelto per la sua carriera?<br />
</strong>Io ho scelto il corso di laurea in giurisprudenza, grazie al quale ho ottenuto basi giuridiche forti che &#8211; nello svolgimento della mia funzione &#8211; mi consentono di: scrivere e applicare contratti, risolvere contenziosi, formulare accordi sindacali, studiare e comprendere i contenuti e i risvolti delle nuove leggi e normative sul lavoro.<br />
Conseguita la laurea, ritenendo che la facoltà di giurisprudenza fosse molto accademica e un po’ arida sotto il profilo aziendale applicativo, ho deciso di frequentare un MBA al Cuoa. Un ottimo investimento per la mia formazione! Questo master annuale mi ha offerto conoscenze tecnico-specialistiche in ambito economico-finanziario. Ho infatti imparato cosa fosse un bilancio, come leggerlo, come interpretare l’andamento aziendale in base ai numeri. L’MBA mi ha anche dato una serie di competenze in ambito logistico-produttivo. Disquisendo con i dirigenti di quest’area sulle loro problematiche infatti, non si può non sapere nulla di gestione dei turni di produzione; modi di utilizzo degli strumenti di flessibilità (come le ore straordinarie, gli interinali); programmazione della produzione; logistica. Altrimenti ci si ritroverebbe a subire le scelte, anziché a condividerle e applicarle. Per riuscire a offrire un vero contributo organizzativo all’azienda, bisogna pertanto masticare un po’ tutte le materie.<br />
Dal momento che in Italia non esiste una scuola per HR Manager, mentre in America ci sono corsi di laurea ad hoc, a chi volesse approcciarsi al mondo delle Risorse Umane consiglierei il mio stesso percorso formativo! Credo sia l’ideale, il miglior background con cui avvicinarsi alla professione di responsabile Risorse Umane. La laurea in giurisprudenza offre infatti basi giuridiche forti e l’MBA permette di capire come funziona una azienda.</p>
<p><strong>Subito dopo la laurea in giurisprudenza lei ha, per un breve periodo, intrapreso la strada dell’avvocatura. Ma nei sei mesi di tirocinio ha capito che non le interessava e preferiva di gran lunga l’ambito delle Risorse Umane. A livello caratteriale, quali doti sentiva di avere? Quali caratteristiche personali giudica preziose per assolvere al meglio la funzione di Direttore Risorse Umane?<br />
</strong>A livello caratteriale, ritengo di avere discrete capacità comunicative e doti negoziali, utilissime ai fini delle trattative sindacali, ma anche all’interno dell’azienda fra colleghi. Tra le skills, che bisogna necessariamente avere per dedicarsi a questa professione, ritengo ci sia la conoscenza delle lingue, specie se si lavora nelle Multinazionali, dove quotidianamente si parla inglese. Ed è indispensabile essere eclettici, perché in azienda si deve seguire un po’ di tutto. Occorre saper gestire momenti difficili (occupandosi di ristrutturazioni), ma anche positivi (organizzando corsi di formazione ad hoc per far crescere le persone che lavorano in azienda). La forma mentis del Direttore Risorse Umane deve essere “multi task” perché, anche all’interno della stessa giornata, capita che ci si debba occupare dell’organizzazione di un evento formativo, appianare problemi fra colleghi e sedere a tavoli sindacali.</p>
<p><strong>Il ruolo del Direttore Risorse Umane richiede un aggiornamento continuo?<br />
</strong>Direi che la formazione e l’aggiornamento sono strategici e imprescindibili soprattutto all’inizio della carriera. A chi vuole fare questo mestiere consiglierei di frequentare master e corsi di formazione, scelti in modo accurato, per assimilare le skills di cui un HRM ha bisogno. Anziché pretendere un aumento di stipendio, il giovane deve chiedere alla propria azienda corsi di formazione. In periodi di crisi economica, come quello che stiamo vivendo, riesce a sopravvivere solo chi ha un considerevole bagaglio di conoscenze ed esperienze, non chi è riuscito a strappare lo stipendio più alto!<br />
Per chi riveste un ruolo di responsabilità invece, e ha quindi già acquisito le technicality utili alla funzione, più che frequentare corsi di formazione è forse utile iscriversi ad associazioni di categoria, presenziare ad eventi e convegni che permettano di entrare in contatto con colleghi di altre aziende che esercitano la medesima professione. E’ molto utile ai fini del benchmarking, perché è dal confronto che nascono nuove idee!</p>
<p><strong>Oltre ad essere Direttore Risorse Umane di Riello, lei insegna al Cuoa. Che corsi tiene? E come riesce a conciliare tutte queste attività con la vita familiare?<br />
</strong>Tengo alcuni moduli sulle Risorse Umane sia al master MBA, sia nei corsi executive organizzati dalla Fondazione Cuoa di Altavilla Vicentina. Si tratta di una esperienza interessante, che completa e arricchisce il mio percorso di carriera. Effettivamente è difficile conciliare tutte queste attività con la vita familiare. Io ho una figlia di 4 anni. E avere una famiglia richiede forti sacrifici personali. Ma non per questo una persona deve rinunciare al proprio lavoro e alla realizzazione personale.</p>
<p><strong>Dottor Nigro, prima di diventare Direttore Risorse Umane in Riello, lei ha svolto diversi altri lavori sempre nell’ambito delle Risorse Umane. Ce ne vuol parlare?</strong><br />
Nel 96 nasceva il mondo delle Agenzie per il Lavoro e io sono entrato in Adecco, azienda leader nel settore. Ho lavorato prima nella filiale di Padova e poi ho contribuito all’apertura di altre filiali. Era un mercato nuovo, tutto da scoprire; un business che nessuno sapeva come sarebbe andato. E questo soddisfaceva la mia voglia di sfide e la mia curiosità, ma sono rimasto in Adecco meno di un anno.<br />
Avevo infatti voglia di lavorare nell’ambito delle Risorse Umane all’interno di una azienda e non in una società di servizi. Così sono entrato in Fiamm group come addetto alla selezione, formazione e sviluppo. All’inizio selezionavo un po’ tutti i profili, poi – man mano che crescevo – solo quelli di un certo livello. Ho avuto anche un timido assaggio di internazionalizzazione, quando ho iniziato ad occuparmi di Estero (Germania e Francia) per selezionare qualche profilo particolare. Crescendo di ruolo, sono arrivato a gestire lo stabilimento di Veronella, in provincia di Verona. Mi sono perciò occupato di relazioni sindacali; gestione dell’organico e del personale di stabilimento; selezione e formazione degli impiegati; risoluzione dei problemi che inevitabilmente nascevano. E curavo anche l’aspetto disciplinare. Svolgevo in toto la funzione di Responsabile del Personale dello Stabilimento.</p>
<p><strong>Lei ha lavorato anche a Milano, vero?<br />
</strong>Si, dall’inizio del 2005 fino alla fine del 2006 ho lavorato in Bosch a Milano. E’ stata una scelta difficile da prendere, perché vivevo a Padova e nel frattempo mi ero sposato e avevo avuto una figlia. Ma Bosch mi permetteva di fare un salto di carriera nel mondo delle Risorse Umane. In una azienda strutturatissima come questa, la crescita e la formazione sono assicurate! Bosch era una realtà solida, fra le prime al mondo. Conta 350.000 dipendenti e vanta più di 50 miliardi di fatturato. Peraltro si tratta di una Fondazione, non una azienda quotata in borsa, e questo è un valore aggiunto sotto il profilo etico. Io ero Responsabile del Personale di una consociata di 600 dipendenti, con sede a Crema, che produceva pompe per il sistema frenante: la Vhit. In quegli anni ho viaggiato spesso in Germania. Sono stato coinvolto nei piani di sviluppo dell’azienda e di crescita delle persone. Lavoravo con un team internazionale che metteva in piedi i progetti.<br />
A gennaio 2007 decisi di fare ritorno in Fiamm, con la prospettiva di prendere in mano la gestione delle Risorse Umane del Gruppo. Una scelta dettata soprattutto da una esigenza familiare: avevo la bimba piccola, mia moglie lavorava e a Milano non potevamo chiedere aiuto ai nonni. Il ritorno in Fiamm è stata una esperienza utilissima sotto il profilo dell’internazionalizzazione. Ero a Capo della struttura del Personale di tutte le Consociate estere di USA, Brasile, Francia, Repubblica Ceca, India e Cina. Viaggiavo molto. Mentre in Bosch le decisioni un po’ le subivo, in Fiamm ero nella stanza dei bottoni.<br />
E’ stata una esperienza arricchente ma mi mancavano la gestione dello stabilimento in Italia e le relazioni sindacali. Così, quando alla fine del 2008 mi ha chiamato Riello, ho fatto le valigie ed eccomi qua!</p>
<p><strong>Capita spesso che per crescere di ruolo si debba cambiare azienda. Che cosa è, secondo lei, il cambiamento? Come deve essere vissuto? E quali accortezze richiede, a suo avviso?</strong><br />
Il cambiamento esige da un lato la coerenza, perché deve essere sempre finalizzato alla logica dello sviluppo e della crescita. In secondo luogo richiede professionalità e serietà. Non si può mai lasciare l’azienda, nella quale si è lavorato, in difficoltà o a metà di un progetto. Si deve prima concludere un ciclo. Concepito in questo modo, il cambiamento arricchisce sé e l’azienda. Per affrontarlo al meglio, si deve sempre essere disposti a mettersi in discussione e mantenere un approccio corretto in azienda, portando un bagaglio di idee nuove con tanta umiltà.</p>
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